Zamparini, gestione al contrario |Così la salvezza è un miraggio

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16 Gennaio 2017, 18:30

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PALERMO – Ennesima crisi. O, se vogliamo, la prosecuzione di una crisi interminabile, senza fine. Il Palermo affonda tra errori e palesi difficoltà e il pensiero non può che andare immediatamente al presidente. Artefice di una gestione al contrario. Tutto va esattamente nella maniera opposta rispetto a come dovrebbe andare. Serve compattezza e il presidente crea squarci con ambiente e squadra difficilmente sanabili. Bisogna fare mercato per rinforzare con urgenza l’organico e tutto tace. E’ opportuno dare fiducia e sostegno a un allenatore che cerca di battersi come un leone per mantenere i rosa nel massimo campionato e il patron si ostina in impopolari delegittimazioni che finiscono per togliere fiducia all’ambiente. Il tempo della resa dei conti tra Zamparini e Corini è arrivato, quasi superfluo dire che il Genio rischia di tramutarsi nell’ennesima vittima di una politica dell’assurdo che sta condannando il Palermo al ritorno in serie B.

Una squadra debole sotto il profilo mentale, così come su quello tecnico e tattico. Capace di reggere appena quindici minuti, andando addirittura in vantaggio, contro un Sassuolo che si limita a fare il suo. Quanto basta per travolgere un avversario che crolla psicologicamente e che mette a nudo, per l’ennesima volta, tutte le proprie lacune. Quaranta gol subiti in venti partite, per una media di due reti al passivo ogni 90′, sono la testimonianza tangibile di una difesa non all’altezza del massimo campionato. Inutile farne una questione di uomini o di nomi, sarebbe atto sacrosanto rinforzare la rosa con giocatori di categoria e di conclamata esperienza ma non succede nulla di tutto ciò. Addossare la colpa a Morganella per un intervento mancato o a Embalo per l’ennesimo cross sbagliato piuttosto che esprimere preoccupazione per le recenti difficoltà realizzative di Nestorovski significa avere una visione miope del problema.

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Il distacco tra la visione presidenziale e l’oggettivo sviluppo della realtà è netto. E le indicazioni che a Zamparini arrivano dall’entourage che lo circonda risultano, volendo affidarsi a un eufemismo, perlomeno fuorvianti. Vien da pensare che consiglieri, amici, direttori sportivi e interlocutori con cui il presidente afferma di rapportarsi quotidianamente abbiano scarsa competenza oppure curino interessi paralleli rispetto al bene del Palermo. Adesso le sfide con Inter e Napoli, il calendario non è alleato dei rosa, per quel che può valere. Anche perché sperare nella salvezza con appena due vittorie all’attivo e un Empoli che con regolarità continua a raccogliere punti sia in casa che in trasferta appare utopia pura. Quelle che avrebbero potuto essere 18 gare di rincorsa rischiano di tramutarsi nello strazio di una lenta agonia. Senza esclusione di colpi. Anzi, di colpi di scena. Lo spettacolo è assicurato, non si può dire lo stesso per il divertimento.

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16 Gennaio 2017, 18:30

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