PALERMO- E’ stato un Capodanno ‘di guerra’ allo Zen, con episodi di violenza che, solo per un caso, non sono sfociati nell’ennesima tragedia.
Una donna ferita
Un drammatico episodio riguarda una donna di 34 anni, residente in Svizzera e tornata a Palermo per le festività, che è rimasta ferita da un colpo d’arma da fuoco nel quartiere.
Il proiettile esploso in strada, in via Rocky Marciano, ha mandato in frantumi il vetro di una finestra a l’ha raggiunta al collo mentre era con amici e parenti nel salotto di casa.
Trasportata all’ospedale Villa Sofia, è stata medicata e dimessa. Le indagini sono condotte dalla polizia. Tornata a casa, ha trovato altri vetri rotti a causa degli spari.
Auto crivellate dagli spari
Ma non basta. Ci sono stati colpi di fucile contro cassonetti della spazzatura, automobili parcheggiate crivellate dagli spari. E’ accaduto la notte di Capodanno, secondo quanto denunciano alcuni residenti.
L’autista minacciato
Un autista dell’Amat che guidava la linea dei bus 619 è stato bloccato sempre allo Zen da due ragazzini a bordo di uno scooter che l’hanno minacciato con una pistola. I due si sono piazzati davanti al mezzo e ne hanno bloccato la marcia.
Poi uno di loro ha estratto la pistola e l’ha puntata contro il dipendente dell’azienda municipalizzata. Per lo spavento l’autista è svenuto. Non appena si è ripreso ha chiamato le forze dell’ordine e sono intervenute cinque auto dei carabinieri.
La parrocchia presa di mira
La cronaca ribolle. I poliziotti dal commissariato San Lorenzo indagano sulle fucilate esplose, qualche giorno fa, contro la porta dall’ingresso secondario della parrocchia di via Fausto Coppi, la chiesa ‘San Filippo Neri’. (nella foto)
Il parroco, padre Giovanni Giannalia ha parlato di “stupidità estrema che mette a rischio la comunità”. Di “giovani che stanno perdendo il controllo”.
“Colpire una chiesa è un gesto esecrabile perché ferisce un’intera comunità ma è anche un gesto che parla di un disagio verso il quale l’impegno della Chiesa, delle istituzioni e delle realtà che operano per il bene comune non può conoscere cedimenti”. Queste le parole dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.

