PALERMO – Scintille ieri sera a Sala delle Lapidi fra il sindaco Leoluca Orlando e il Partito Democratico. Il primo cittadino, approfittando della presentazione dei nuovi assessori Sergio Marino e Gianfranco Rizzo e dei presidenti di Rap e Amg, Roberto Dolce e Giampaolo Galante, ha attaccato a testa bassa i dem. Un discorso di ampio respiro, che è andato dalla politica nazionale ad Almaviva, dal ruolo dei partiti alla “campagna acquisti”, passando per le eredità di Dc e Pci. Il tutto dopo che il capogruppo dem Filoramo, nel pomeriggio, aveva aperto al dialogo su alcune delibere in consiglio. Ma a un certo punto il Professore ha puntato il dito contro il partito per aver accolto anche chi non veniva da sinistra e contro chi, eletto con lui, è passato al Pd nel corso della consiliatura, con un invito esplicito alle dimissioni. Dichiarazioni che hanno provocato un vivace scambio di battute con alcuni consiglieri Pd, specie Nadia Spallitta, con quest’ultima entrata in polemica perfino col suo capogruppo Rosario Filoramo per la questione Ztl e Tar. Un tema, quello dell’ordinanza sulle Zone a traffico limitato, tanto delicato che il sindaco ha annunciato di stare svolgendo non meglio precisati “accertamenti” sulla ordinanza.
“L’immagine offerta da Leoluca Orlando in Consiglio Comunale assomiglia a quella di un pugile suonato, all’angolo, concentrato a schivare i ganci dell’avversario, nella speranza che suoni il gong o che qualcuno getti la spugna – dice in una nota il segretario provinciale Carmelo Miceli – Chiacchiere generiche e nessun riferimento ai tanti e gravi problemi della città. Nessuna spiegazione – aggiunge Miceli – sul fallimento delle Ztl ma accuse e minacce ai giudici del Tar, nei cui confronti c’è stato anche il ‘ruggito del coniglio’ con quell’inquietante affermazione: ‘Sul loro conto ci stiamo informando’. Nessun riferimento sullo stato delle partecipate e sulle ragioni dei perenni disservizi ma accuse indecorose nei confronti dei cittadini, appellati come incivili. Nessun riferimento – prosegue – ai tanti cantieri fermi che stanno paralizzando la città e uccidendo migliaia di esercizi commerciali. Nessun chiarimento sulle ragioni della visita degli ispettori dell’Anac sulla questione dei dirigenti, su quelle che hanno portato, qualche giorno fa, i dipendenti pubblici a scioperare davanti a Palazzo delle Aquile e centinaia di donne dello Zen a reagire con forza contro la ‘marchetta’ pre-elettorale chiamata “riqualificazione” del quartiere. E poi – sottolinea Miceli – nessun riferimento a quell’eterna incompiuta che è la costa sud, né spiegazioni sul salone di barba abusivo scoperto all’interno del Comando dei Vigili Urbani o sulle ragioni della delinquenza che è tornata a dilagare in città. Così come, nessun cenno alle ragioni per cui la sua maggioranza, da settimane, ha scelto l’Aventino, paralizzando il Consiglio Comunale, negando – continua – la disponibilità al dialogo con quella opposizione che responsabilmente era pronta a individuare una serie di atti sui quali trovare una convergenza. Insomma, niente di niente, il nulla. In compenso i soliti riferimenti ai massimi sistemi dell’universo e le accuse rivolte al Partito Democratico e presidente Renzi. Orlando è ormai un uomo politico stanco che con goffezza ha glissato sul triste presente della città, vaneggiando genericamente su un futuro glorioso di Palermo, pateticamente incentrato su una sua nuova, ennesima candidatura a sindaco. Che, tuttavia, non appare più come una certezza e ben che meno una volontà vera, quanto, piuttosto, una sorta di minaccia declinata in richiesta d’aiuto per altro, forse nomine alla Corte Costituzionale o presso organismi internazionali”.
“Il sindaco Orlando pensa al partito della città? A me piacerebbe invece che si pensasse al partito del Paese sostenendo il referendum costituzionale del prossimo autunno, lavorando a un nuovo governo regionale che possa mettere sottosopra la Sicilia e rilanciando insieme Palermo”. Lo dice il consigliere comunale del Pd di Palermo Salvo Alotta, commentando le dichiarazioni del sindaco Orlando durante la seduta del consiglio comunale di ieri sera.
“Un sindaco stanco e affaticato – dice il capogruppo Fi Giulio Tantillo – in un’Aula disattenta con il gruppo Pd animato dall’ansia di fare delibere. Abbiamo assistito a una seduta di consiglio avulsa dai veri problemi della città. Gli assessori e i presidente delle partecipate non hanno illustrato alcuna programmazione per il futuro delle aziende e per migliorare i servizi. In Aula solo l’opposizione di Fi e Ncd ha fortemente criticato l’amministrazione, mettendo a nudo una città che non decolla, ma soffre e rincorre un modello di qualità della vita che rimane un miraggio. Basti pensare al flop Ztl, all’anello ferroviario bloccato, al passante fermo da troppo tempo, alla viabilità caotica della città, al sonno dei cittadini disturbato dalla musica incontrollata, ai commercianti e agli artigiani che sfidano la crisi senza l’aiuto dell’amministrazione, priva di valide strategie. L’unica cosa che abbiamo visto aumentare in città sono i nuovi poveri, la disoccupazione dei giovani e meno giovani e le tasse”.
“Ieri sera – afferma Angelo Figuccia, Consigliere comunale di Forza Italia – Orlando a Sala delle Lapidi ha presentato in pompa magna la sua nuova giunta. Fra i presenti il nuovo Assessore all’ambiente Sergio Marino, ex presidente della Rap ed il suo erede al comando della società, l’architetto Roberto Dolce. Questi ultimi in particolare, insieme al Sindaco, con il solito atteggiamento propagandistico, che ormai da tempo contraddistingue questa amministrazione, ci hanno raccontato una Palermo in cui tutto funziona, dalla Favorita allo Zen. Si tratta della città che tutti noi vorremmo, ma che di certo non rispecchia la reale fotografia del degrado e dei rifiuti che campeggiano ad ogni angolo, dal centro alle periferie. Probabilmente il nostro primo cittadino, insieme ai suoi uomini, non ha visto le centinaia di turisti che ogni giorno fotografano piazze storiche, come quella della Vucciria, in condizioni pessime. Così anch’io, come i turisti -conclude Figuccia-oggi ho voluto rappresentare con un semplice scatto, uno spaccato reale della nostra povera città, molto lontano dall’immagine utopica proposta da Orlando”.
“Ritengo gravi le dichiarazioni del consigliere Rosario Filoramo, dalle quali mi dissocio, che ieri in aula, durante una pubblica seduta, ha definito ‘un provvedimento politico’ l’ordinanza con la quale il Tar di Palermo ha sospeso fino a novembre le tariffe delle Ztl. Ugualmente grave mi sembra l’atteggiamento del sindaco Orlando quando, con un’affermazione altrettanto ingiustificata, dichiara nella stessa seduta che sull’ordinanza si sta avviando un’indagine. Ritengo che i provvedimenti dei giudici, anche quando non favorevoli, vadano sempre rispettati – dice Nadia Spallitta (Pd) – Il Sindaco continua a non prendere atto dei suoi errori e del fallimento di alcune scelte amministrative che non riguardano solo le Ztl, ma un intero sistema che dopo quattro anni risulta assolutamente insufficiente rispetto alle esigenze della città, che oggi appare impoverita e che sicuramente non ha vissuto quel rilancio sociale, economico e culturale che tutti ci aspettavamo dalla sindacatura Orlando. Ed è per questo motivo, e per l’incapacità di rappresentare una vera alternativa alle precedenti amministrazioni, che in molti hanno deciso di lasciare la maggioranza e non dare più sostegno a una politica ritenuta inefficiente. Ritengo che rappresenti una caduta di stile invitare a dimettersi questo o quel consigliere, magari ritenuto un po’ scomodo, con la motivazione strumentale del cambio di partito. Il Sindaco, dal canto suo, di partiti ne ha cambiati diversi (da ultimo è uscito da Idv), eppure non ha ritenuto necessario dimettersi. Queste dichiarazioni dimostrano un’evidente fragilità politica (è lo stesso Sindaco a confermare in aula di avere perso la maggioranza) e sono sintomo di un’oggettiva difficoltà nel governare la città e nell’essere realmente propositivi con processi partecipati e condivisi rispetto al futuro di Palermo e ai temi più delicati. Rimangono del tutto irrisolte le questioni sociali (come l’emergenza abitativa), le questioni territoriali (vedi Piano regolatore, recupero e riqualificazione dalla fascia costiera alle periferie), le questioni ambientali e legate alla vivibilità dei luoghi, le questioni societarie (si pensi alla gestione incontrollata delle partecipate) e le questioni istituzionali (si attende da anni per il nuovo statuto cittadino e per il nuovo regolamento consiliare). Per non dire poi che su altri argomenti questa Amministrazione sembra operare in continuità con la precedente (vedi Ztl, Prusst, cimitero di Ciaculli, parcheggio di piazza Unità d’Italia, piano Trabucco e aumento tasse). Credo che la nostra città abbia bisogno di un cambiamento vero, non solo dichiarato, e per fare questo sono indispensabili il rigoroso rispetto della legalità e un’attenzione sempre rivolta alle istanze dei cittadini, che devono essere attori insieme a chi governa”.

