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Live Sicilia

"Enzo Fragalà sapeva troppo,
con la sua morte hanno chiuso la partita"

Mercoledì 25 Maggio 2011 12:20 di Gianluca Ferrari

A poche settimane dall’intervista a Livesicilia di Paolo Guzzanti, riportiamo le dichiarazioni che Luciano Randazzo, avvocato, ci ha rilasciato sul mistero dell’omicidio Fragalà. Grande amico del penalista palermitano, Randazzo ha avuto da Fragalà un valido aiuto ai tempi in cui rappresentava la difesa della famiglia dei fratelli Mattei, bruciati vivi nella loro casa in una notte del 1973.

Ha avuto contatti con Fragalà negli ultimi mesi della sua vita?
“L’ultimo ricordo che ho di Enzo Fragalà risale al 2010, durante la presentazione del libro "BR esoteriche" di Ruggero Capone, quando entrambi venimmo invitati a parlare a Palazzo Ferraioli. Ricordo che stava bene, era tranquillo, ci appartammo un attimo come tra buoni amici avvocati. Parlammo, mi disse solo di avere qualche dispiacere a causa della mancata ricandidatura, ma alla fine non gli interessava più nulla, dal momento che già ricopriva l’incarico di Consigliere Comunale a Palermo”.

Nel periodo in cui lei rappresentava in tribunale la famiglia Mattei, Fragalà si interessò parecchio del caso.
“Fragalà mi aiutò tantissimo, e in quanto vicepresidente della commissione Mitrokhin mi fornì delle eccezionali documentazioni che io ho ritualmente depositato alla Procura della Repubblica di Roma, presso l’ufficio del pubblico ministero Monteleone, che allora si occupava di questo caso. Mi mandò atti, documenti, fatti, circostanze, molto dettagliate in merito al “Rogo di Primavalle” che seguivo in quel periodo in quanto legale della famiglia Mattei. Ci incontrammo nel suo ufficio in piazza San Silvestro e d’un tratto mi ritrovai per le mani delle piste investigative eccezionali. Per questo motivo venni anche convocato in Procura come persona informata dei fatti, da parte dell’attuale pm Tescaroli”.

Ci può sintetizzare queste piste investigative?
“In sostanza le piste riguardavano certe dichiarazioni che aveva reso un agente infiltrato, dell’ufficio affari riservati, all’interno di Potere Operaio, e riguardanti gli attentati precedenti il rogo. Prima di questo, infatti vi erano stati già diversi attentati, tra cui uno ai danni di un tabaccaio, a testimonianza che Primavalle non è fatto isolato ma è la fine di prodromi che avvengono precedentemente e dove nessuno ha indagato. Se lei va a verificare non esiste nessuna indagine nei confronti del tabaccaio al quale hanno bruciato il negozio”.

Per cosa è stato ucciso?
"Alla fine il povero Enzo Fragalà è stato ucciso, e non credo assolutamente, conoscendolo, da un suo cliente insoddisfatto, come ha sostenuto un certo percorso investigativo palermitano. Concordo in pieno con la chiave di lettura offerta da Guzzanti. Enzo era depositario di tanti segreti, dei più grossi segreti. Perché viene ucciso? Perché viene lasciato solo. Non aveva neppure la scorta, oggi pure l’ultimo deputato pluripregiudicato va in giro con le auto blu. Credo che Enzo avesse trovato il Grande Vecchio, a almeno c’era arrivato vicino, il burattinaio delle Brigate Rosse e i segreti delle infiltrazioni del KGB in Italia. Qualcuno ha ritenuto opportuno chiudere la partita”.

Cioè?
“Parliamoci chiaro, Achille Lollo, uno degli esecutori materiali del Rogo, sparisce aiutato dai servizi segreti e dall’apparato occulto del PCI. Grillo poi, altro corresponsabile, era fratello di un alto ufficiale dei carabinieri. Le faccio un nome: un certo Cicalini, era un comunista della prima ora, un ex partigiano che faceva parte di questo apparato clandestino del PCI. Costui aveva un ufficio a Botteghe Oscure e si occupava di far espatriare i terroristi non solo durante gli anni '50, ma anche alla fine degli anni '70 la struttura appare ancora operativa, tanto che Lollo Grillo e Clavo fuggono, vanno prima in Svezia, poi in Angola, dove Lollo diventa sergente maggiore dell’Esercito di Liberazione Angolana. E in quel periodo, nonostante fosse latitante e indagato per strage, diventa corrispondente della Rai. È Enzo a dirmi tutto questo. Il paradosso è che io sono stato sottoposto a due procedimenti penali per calunnia nei confronti di Morucci, Pace e Piperno, Lollo invece viene convocato quest’anno in Procura da uomo libero perché il reato è ormai caduto in prescrizione, e si avvale della facoltà di non rispondere, nessun procuratore della Repubblica ha mai spiccato ordini di custodia cautelare nei suoi confronti. Il fatto è che quegli anni devono essere cancellati, ma dall’altro devono essere ricordati a seconda delle circostanze".

D’accordo, ma senza documenti restano solo parole.
"Mi lasci due giorni e le fornirò alcuni documenti ottenuti da Fragalà e riconducibili all’apparato segreto del vecchio PCI, che provvedeva alle procedure di espatriazione".
Ultima modifica: 25 Maggio 2011 ore 12:23

 

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Commenti

  • 2011-08-29 07:06:05

    Per caso mi sono imbattuta oggi nel vostro sito e vengo a sapere dell'orribile assassinio del vicepresidente della Commissione Mitrokhin, Enzo Fragala'a cui hanno chiuso la bocca per sempre. Anche nella sua Sicilia, da grande penalista, non aveva smesso l'abito dell'investigatore di stragi e delitti avvenuti in Italia, coperti dal segreto di stato, su cui aveva indagato. Chi ha la passione delle indagini non le smette, solo perche' la Commissione non e' piu' operante; e lui, preso dalla passione per la verita',voleva andare fino in fondo a tutti i costi senza guardarsi alle spalle e, una volta raggiuntala, ha pagato con la vita.
    Delitto politico e delitto di mafia.Gia',come facevano quelli del PCI ed altri a trasformare in lire o dollari, i rubli e lingotti d'oro -che in abbondanza arrivavano dall'URSS per finanziarli- non certo nelle banche, alla luce del sole, ma attraverso la mafia. Se voi poi,immaginate i mafiosi con la lupara e la coppola, come disse Rita Borsellino, vi sbagliate di grosso. Possono essere gli esecutori, ma i mandanti piuttosto abitano nei palazzi del potere, magari affrescati o rivestiti d'ambra. Speriamo solo che i suoi assassini non abbiano manomesso il suo computer e i suoi appunti.Si',era proprio un uomo coraggioso che voleva arrivare fino in fondo e da solo ha condotto le sue indagini e solo lo hanno lasciato. Anche Litvinenko ha fatto un'altra brutta fine e la cosa non puo' finire cosi'.No!

  • 2011-05-27 11:33:53

    Purtroppo, sfruttando strumentalmente l'assassinio di Enzo, numerose persone che dicono di essere stati suoi amici, cercano di farsi meschinamente un po' di pubblicità professionale e non.

    Enzo era la memoria storica delle inchieste e degli accertamenti fatti, sia a livello giudiziario, sia a livello parlamentare, su tutte le stragi, gli attentati, gli atti di terrorismo, le innegabili deviazioni compiute da alcuni esponenti dei Servizi, etc. etc.

    Non è che sapesse molto più di tanti altri. Ma da persona intelligente, acuta, scevra da pregiudizi, curiosa qual'era in quest'attività così come nella vita di tutti i giorni e nella sua professione, ha fatto quello che tanti, pur avendo gli elementi documentali davanti agli occhi, non hanno mai fatto per pigrizia, per stupidità, per inettitudine, per ossessione ideologica.

    Enzo ha ragionato, ha fatto collegamenti, si è spinto, nella sua ricerca della verità che, per lui, era la Verità, fin dove lo portava il ragionamento. E così facendo è riuscito a vedere cose che tanti altri non sono stati capaci di vedere. Ha fatto e si è fatto le domande giuste. Non ha mai rinunciato a capire.

    Più di questo non c'è, se non la voglia (umanissima) di un Uomo di capire. E di non farsi travolgere o deviare dagli schematismi, dall'ideologia, da una verità banale che qualcun'altro ti mette sotto al naso.

    Sostenere che Enzo era arrivato al Grande Vecchio è, prima di tutto, una grossa stupidagine. E poi un'offesa all'intelligenza sopraffina di un Uomo che è stato sempre aderente ai fatti e fedele al rigore del ragionamento. Dirsi amico di Enzo e poi sostenere certe cose come quelle che sostiene Randazzo è disumano perché si nega l'essenza stessa di quello che è stato Enzo. Si fa un oltraggio alla sua memoria di uomo probo. E si oltraggia, finanche, il ricordo che tutti noi abbiamo di Enzo al quale siamo immensamente grati di averci lasciato questo grande dono.

  • 2011-05-27 11:22:42

    Purtroppo, sfruttando strumentalmente l'assassinio di Enzo, numerose persone che dicono di essere stati suoi amici, cercano di farsi meschinamente un po' di pubblicità professionale e non.

    Enzo era la memoria storica delle inchieste e degli accertamenti fatti, sia a livello giudiziario, sia a livello parlamentare, su tutte le stragi, gli attentati, gli atti di terrorismo, le innegabili deviazioni compiute da alcuni esponenti dei Servizi, etc. etc.

    Non è che sapesse molto più di tanti altri. Ma da persona intelligente, acuta, scevra da pregiudizi, curiosa qual'era in quest'attività così come nella vita di tutti i giorni e nella sua professione, ha fatto quello che tanti, pur avendo gli elementi documentali davanti agli occhi, non hanno mai fatto per pigrizia, per stupidità, per inettitudine, per ossessione ideologica.

    Enzo ha ragionato, ha fatto collegamenti, si è spinto, nella sua ricerca della verità che, per lui, era la Verità, fin dove lo portava il ragionamento. E così facendo è riuscito a vedere cose che tanti altri non sono stati capaci di vedere. Ha fatto e si è fatto le domande giuste. Non ha mai rinunciato a capire.

    Più di questo non c'è, se non la voglia (umanissima) di un Uomo di capire. E di non farsi travolgere o deviare dagli schematismi, dall'ideologia, da una verità banale che qualcun'altro ti mette sotto al naso.

    Sostenere che Enzo era arrivato al Grande Vecchio è, prima di tutto, una grossa stupidagine. E poi un'offesa all'intelligenza sopraffina di un Uomo che è stato sempre aderente ai fatti e fedele al rigore del ragionamento. Dirsi amico di Enzo e poi sostenere certe cose come quelle che sostiene Randazzo è disumano perché si nega l'essenza stessa di quello che è stato Enzo. Si fa un oltraggio alla sua memoria di uomo probo. E si oltraggia, finanche, il ricordo che tutti noi abbiamo di Enzo al quale siamo immensamente grati di averci lasciato questo grande dono.

    Randazzo continui a fare l'avvocato. Ma lasci in pace Enzo.

  • 2011-05-26 11:25:43

    @Massimo: Lei ha un evidente fastidio verso la categoria degli Avvocati, le ricordo, ancora una volta, che è la Costituzione che prevede il diritto di difesa, e, per favore non mi risponda facendo il copia incolla dei suoi post precedenti che sono tutti uguali. Massimo rispetto per l'Istituzione Magistratura, ma libertà di critica sui singoli magistrati.
    Pqr il dossier Mitrokhin, lei accusa spesso chi dissente dalle sue opinioni di citare teorie e non fatti, gradirei che mi indicasse il passo del dossier dove si dice che i comunisti mangiano bambini.
    Guardi che se Lei è un militante di sinistra, in questo momento, crea solo danno ai potenziali elettori, glielo dice uno che vota a sx, ma crede in uno stato di diritto, con diritti e garanzie per tutti, e dove il codice di procedura penale non è "un ginepraio" come sostiene Lei, ma lo strumento con il quale, faticosamente si contemperano, o si cercano di contemperare le esigenze di accertamento della verità e di condanna dei colpevoli con quelle di tutela dei cittadini, imputati parti offese o enti esponenziali.
    Perchè vede, Lei è animato da una FEDE assoluta verso i Magistrati ed esclude che gli stessi possano sbagliare, così come non ha sbagliato mai il PCI. Io sono abituato a nutrire qualche dubbio sulla perfezione dell'uomo, benchè animato da nobili principi, e quindi ben vengano strumenti ( il suo ginepraio) che consentano, attraverso il percorso dialettico codificato nel processo, di limitare la fallacità umana.
    Mi rendo conto che per Lei queste sono chiacchiere inutili, che però costarono la vita anche ad un Presidente dell'Ordine degli Avvocati, quello di Genova, reo di aver nominato dei difensori di ufficio alle BR, contro la loro volontà.
    Naturalmente queste non sono vittime che rilevano per Lei.

  • 2011-05-26 11:25:33

    @Vitalba: quanto detto sopra a proposito del motore di Fragalà è stato reso noto dal meccanico ai familiari, per cui presumo che questi ultimi sentiti più volte dagli investigatori li abbiano informati.

  • 2011-05-26 10:36:38

    scusatemi, mi ricordate quante di quelle "commissioni", parlamentari e non e nate ad hoc, abbiano concluso concretamente i loro incarichi ?

  • 2011-05-26 09:07:50

    @MASSIMO: IERI HO DIMENTICATO A SCRIVERLO, LA COMMISSIONE MITROKHIN HA FATTO UN BUCO NELL'ACQUA............ VORREI SAPERE QUANTO CI E' COSTATA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • 2011-05-26 00:27:47

    Qualcuno direbbe : la madre dei cretini è sempre incinta. E poi, sempre per citare la saggezza antica: chi è più stupido, l'asino o chi gli va dietro? Senza offesa per nessuno, ma la Commissione Mitrokin è stata un colossale bluff,un misero tentativo di attaccare il vecchio PCI dopo la distruzione dei partiti che avevano istituzionalizzato la corriuzione in Italia, cioè la Dc e il Psi (vi ricordate il partito del 15 per cento?). Nessuna prova, nessuna conclusione degna di questo nome. Perchè si dovrebbe uccidere qualcuno per poche leggende metropolitane sui comunisti che mangiano i bambini, quando è noto che gli avvocati trattano con delinquenti di tutti i tipi, pronti ad uccidere anche solo per una risposta sbagliata o una difesa poco efficace ?? Per gli inquirenti, che hanno esperienza e che conoscono queste realtà, l'assassino è da cercare tra i clienti di Fragalà

  • 2011-05-26 00:13:40

    CONCORDO PIENAMENTE CON MARCO............................... LA MODALITA' DEL DELITTO LA DICE LUNGA.................... QUALCUNO CHE DOVEVA AVERCELA A MORTE CON FRAGALA'........................ IL FATTO DI ESSERE STATO VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE MITROKHIN SECONDO ME NON C'ENTRA NIENTE

  • 2011-05-25 22:00:46

    Contestualizziamo: sarà mica stato Pisapia ?

    Satira a parte, non credo a queste motivazioni: perché proprio Fragalà, tra i tanti ?

  • 2011-05-25 21:46:18

    a Marco sei andato in procura a dire queste ipotesi mi riferisco alla macchina?

  • 2011-05-25 20:44:13

    Tutta colpa dei comunisti se il mondo va a rotoli: mister B.insegna e i profeti divulgano il Vangelo.............

  • 2011-05-25 15:13:19

    qualunque sia la pista investigativa spero che le indagini arrivino presto e bene ad una svolta concreta credo lo si deve alla famiglia e alla memoria di un grande uomo ed avvocato un caro saluto a tutti

  • 2011-05-25 14:29:53

    Credo che invece sia stato studiato nei minimi dettagli per farlo sembrare un delitto d'impeto...

    L'ipotesi dell'articolo mi sembra assolutamente realistica ancorpiù perchè in una Procura come quella palermitana non credo proprio che si seguirebbe alcuna pista rossa.... Divieto assoluto!

  • 2011-05-25 13:13:25

    ottima testimonianza, speriamo che si faccia davvero chiarezza su questo omicidio e che i colpevoli sia esecutori che mandanti marcino in galera a vitaaa!!!!!!!!

  • 2011-05-25 13:04:38

    Pieno rispetto alla memoria dell'Avv.to Fragalà, il quale è stato uno dei più grandi avvocati palermitani.
    Però io credo che cercare lontano l'autore del delitto sia un grave errore.
    I fatti relativi alla commissione Mitrokin sono peraltro datati al 2005 per cui l'ipotesi di Guzzanti mi sembra un po irrealistica.Fragalà è stato ucciso a bastonate sotto il suo studio (e non ad esempio con un colpo di pistola) il chè farebbe pensare ad un omicidio d'impeto commesso con rabbia.A Palermo la tecnica di uccisione ha una sua importanza, a volte cela un messaggio. L'opinione che circola in Tribunale, in particolar modo negli ambienti dell'avvocatura, è quella di un cliente scontento e secondo me non è peregrina.Fragalà aveva una quantità di clienti incredibile ed appare del tutto verosimile che qualcuno sia potuto rimanere alquanto irato dall'esito di un processo andato male.Spesso in aula non andava lui personalmente ma mandava qualche collega di studio per far fronte all'elevato numero di udienze nelle quali doveva presiedere.Credo che le indagini siano state condotte malissimo e più passa il tempo più diventa difficile trovare l'assassino.Il giorno del delitto Fragalà portò il suo motore dal meccanico e lì vi è rimasto anche successivamente e per parecchio tempo senza che le Autorità procedessero ad una perquisizione sul veicolo medesimo.Magari lì poteva celarsi qualche indizio utile per le indagini.Invece le uniche persone indagate per l'omicidio (le cui posizioni sono state successivamente archiviate) sono state quelle indicate da qualche pseudo-pentito o in qualche lettera anonima.Questo non è modo di fare indagini!

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