PALERMO – “È stato un amico, un collega: insieme abbiamo trascorso dieci anni in Parlamento. Una persona perbene. Aggiungo anche un avvocato molto puntuale, intransigente nel diritto alla difesa di chiunque, senza mai aver avuto commistioni con alcuno. Sono certo che oggi Enzo sarebbe per il sì”.
Lo ha detto il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, a margine di un’iniziativa a sostegno del sì al referendum sulla giustizia in corso a Palermo, ricordando l’avvocato ed ex parlamentare di Alleanza Nazionale Enzo Fragalà, morto il 26 febbraio 2010 in seguito a un brutale pestaggio avvenuto a pochi passi dal suo studio di via Turrisi, nel capoluogo siciliano.
Il ministro è poi intervenuto sulle polemiche relative ai cartelloni per il “No” apparsi al Tribunale di Reggio Calabria. “In una campagna elettorale bisognerebbe avere l’attenzione di rispettare le norme, soprattutto da parte di coloro che tradizionalmente applicano le leggi”, ha dichiarato.
“I toni – ha aggiunto – si possono evitare anche quando si inaugurano gli anni giudiziari e si sventola la Costituzione, sostenendo che l’attuale riforma la violerebbe. Non esiste una sola verità. I toni possono essere più rilassati, ma sicuramente non è stato questo governo ad averli alzati”.

