Massimo Ciamcimino torna libero. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Fernando Sestito che ha accolto la richiesta degli avvocati Francesca Russo e Roberto D'Agostino. La Procura aveva espresso parere negativo. Non si conoscono ancora le motivazione del gip, ma è probabile che abbia pesato il fatto che Ciancmino jr si trovasse agli arresti domiciliari da luglio scorso. Del resto, il rampollo di don Vito ha già ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini, per cui dovrebbero essere venute meno le esigenze cautelari. Il figlio dell'ex sindaco di Palermo è accusato di detenzione e porto di esplosivi, in concorso con l'amico Giuseppe Avara. Fu lui stesso a fare ritrovare a casa sua, il 22 aprile scorso, diversi candelotti di dinamite, in peno centro a Palermo. Gli avvocati Russo e D'Agostino avevano già chiesto una prima volta la scarcerazione, sostenenendo che fossero venute meno le esigenze cautelari, ma il giudice era stato di avviso contrario. Ciancimino, superteste dell'indagine sulla trattativa fra la mafia e lo Stato, ha chiesto di patteggiare la pena. I suoi legali e i magistrati, però, non hanno raggiunto l'accordo sull'entità della condanna.
Ultima modifica: 19 Dicembre 2011 ore 16:15
Evviva lo stato
E te pareva, la giustizia italiana che sto invecchiando senza capirne il funzionamento, libera Ciancimino Jr che alla faccia nostra magari passerà le feste di fine anno sollazzandosi ai Tropici o ai Caraibi. Ma ormai si sa come funziona il meccanismo, Ciancimino a piede libero e qualche poveraccio che ha commesso mezza sciocchezza a passare i guai tutta la vita, il copione è questo. A mare siamo!....noi metaforicamente, lui probabilmente per davvero.
E se la stessa quantità di esplosivo l'avessero trovata a casa di un comune mortale? Forse avrebbero gettato la chiave della cella,altro che domiciliari e per Natale a casa.
Meglio tacere e' passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio. Abraham Lincoln. '.
SORRENTO UNABOMBER PRENDE UN CAFFÈ AL BAR LO PORTANO A POGGIOREALE
Una bomber a Poggioreale
Unabomber in galera a Poggioreale a Napoli per un caffè, doveva stare ai domiciliari . Tra agosto e settembre 2010 fece ritrovare una serie di ordigni artigianali in tutta la penisola sorrentina e costa di Sorrento . Bombe confezionate in casa e sistemate in diversi punti del territorio. Episodi che scatenarono il panico, soprattutto sull’arenile di Meta. Giovanni Gargiulo - 42enne di Sant’Agnello, alias “Unabomber” - è stato condannato a due anni e 8 mesi, patteggiando la pena, per procurato allarme e detenzione e fabbricazione di materiale esplosivo. Una pena che doveva scontare agli arresti domiciliari. Gargiulo fu arrestato al termine di un’indagine - coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata - e messa a segno dai carabinieri della compagnia di Sorrento, diretti dal capitano Massimo Antonio De Bari, e dagli agenti del commissariato coordinati dal vicequestore Antonio Galante. A tradirlo fu il ritrovamento di residui per fabbricare gli ordigni e alcune telefonate anonime effettuate tra il 5 e il 6 settembre dai centralini di alcune strutture alberghiere. Il 42enne - difeso dai legali Paola Astarita e Alessandro Orsini - confessò subito dopo l’arresto. Piazzare gli ordigni era per lui un segno di protesta. Una vita non semplice quella di Gargiulo: a vent’anni perse due dita della mano sinistra facendo esplodere un botto di Natale. Orfano di padre, viveva a Sant’Agnello con la madre. Ora Gargiulo, che era ai domiciliari, tornerà in carcere per un caffè
Scusate il commento precedente e' stato scritto da me.
Massimo Ciancimino
ma senza "de relato", non c'è nulla.