Cobas scuola: "Non è cambiato nulla scendiamo in piazza"

Cobas scuola: “Non è cambiato nulla scendiamo in piazza”

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Appuntamento lunedì 30 settembre davanti le prefetture di Palermo, Catania e Siracusa
MANIFESTAZIONE
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2 min di lettura

PALERMO – Si avvicina la riaperture delle scuole e i Cobas sono pronti a scendere in piazza per chiedere alcuni cambiamenti invocati da anni e che, con la pandemia, non possono essere rinviati. Nella giornata di lunedì, proprio per far sentire la propria voce, i Cobas scenderanno in piazza.

“Per il terzo anno scolastico consecutivo a scuola non è cambiato nulla, nonostante uno stato di emergenza sanitaria che doveva e deve essere affrontato anche con azioni di sistema e di prevenzione – si legge in una nota -.

Oltre 100.000 cattedre vacanti e organici insufficienti per il personale ATA; classi pollaio; strutture inadeguate (anche prima della pandemia); organico covid ridotto del 70%; trasporti non pervenuti; deroga alla distanza di un metro fra gli alunni in classe.

Non pretendevamo, certo, in quasi due anni la soluzione di problemi ‘atavici’, però non si è fatto ciò che si poteva fare – continua la nota -: sfruttare il patrimonio edilizio pubblico non utilizzato; assumere docenti (con 3 anni di servizio) e ATA (due anni); formare le classi con un massimo di 20 alunni, 15 in presenza di allievi diversabili; garantire il giusto distanziamento, secondo quanto previsto dalle norme di sicurezza pre-Covid; dotare le aule di sanificatori dell’aria; ampliare il trasporto pubblico usando, per esempio, anche mezzi delle forze militari.

Il governo, consapevole di tali inadempienze, sta tentando, riuscendoci, di spostare l’attenzione. Per il governo, infatti, sembra che tutto ciò che non funziona dipenda esclusivamente dal personale scolastico non ancora vaccinato, che rappresenta circa l’1,5% di quanti ogni giorno si recano a scuola.

Si può essere d’accordo o meno con la scelta di questi colleghi, ma tutti loro stanno esercitando un diritto, visto che. sino ad oggi, non c’è nessun obbligo di vaccinazione, e non si può essere penalizzati perché si esercita un diritto, che, invece, è quello che sta avvenendo, con l’introduzione del green pass e ciò dovrebbe preoccupare tutti noi.

Per garantire la sicurezza a scuola, tenendo conto che la possibilità di contagiare, seppure in misura diversa, riguarda vaccinati e non e che gli studenti in maggioranza, dato il limite dei 12 anni, non sono vaccinati è decisivo prevenire il contagio. In questo senso la misura migliore (come dice lo stesso ministero della salute) è quella di utilizzare i test salivari, gratuiti e per tutti. Gratuiti perché tocca al datore di lavoro garantire le condizioni di sicurezza, per tutti perché come ha detto il dott. Crisanti “È una bufala pazzesca dire che col Green pass creiamo ambienti sicuri”.

Lunedì 30 agosto alle ore 17,00 Presìdi sotto le Prefetture di Catania e Palermo (via Cavour angolo via P.pe di Scordia) e in piazza Archimede a Siracusa“.

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