CATANIA – “In 10 anni di servizio alla Misericordia non era mai successo un furto simile”. Parla il coordinatore provinciale delle Misericordia di Catania Alfredo Di Stefano, all’indomani del furto dei ponti ripetitori in uso al personale dei volontariato della protezione civile. “E’ ignobile pensare che ci siano persone in grado di compiere gesti simili contro la comunità intera. Un ponte radio serve ai volontari. A gente semplice che mette la propria vita a servizio della comunità. Operatori di primo soccorso che risolvono i problemi dei più deboli. I volontari della misericordia intervengono nelle emergenze di protezione civile ma soprattutto svolgono quotidianamente servizi ordinari quali i trasferimenti negli ospedali, cruciali per salvare la vita alle persone. ”
Cosa comporta questo furto?
“I volontari devono utilizzare i loro cellulari privati per comunicare tra loro e coordinarsi. Ciò comporta un evidente aggravio di costi. In questo momento non ci sono ponti radio del coordinamento che gestiscono i flussi di comunicazione tra gli operatori della misericordia. I 32 nuclei della sono isolati sul canale unico”.
Come pensate di far fronte al furto?
“Purtroppo non abbiamo un’assicurazione che ci tutelava dai furti. Stiamo verificando se l’agenzia di vigilanza del policlinico avesse delle polizze di copertura assicurativa idd eventualmente attivarla”.
Spera che i ladri si ravvedano?
“Si, voglio fare appello a una presa di coscienza delle persone che hanno commesso quest’azione e possano restituire l’apparecchio. Si tratta di un ripetitore analogico, vecchio di dieci anni, che ha un valore commerciale veramente esiguo ma che faceva egregiamente il suo lavoro rispondendo alle esigenze della comunità”.

