PALERMO – Pochi spiccioli, due o tre euro, per rilasciare certificati di nascita e residenza o per una nuova carta d’identità. Li avrebbe chiesti, per arrotondare, un dipendente comunale agli immigrati.
I carabinieri della stazione Palermo Centro hanno notificato un’ordinanza di interdizione dal lavoro per un anno a Rosolino De Lisi di 66 anni, in servizio alla delegazione di piazza Marina accusato di prendere soldi dai migranti che si recavano negli uffici per richiedere documenti o istruire pratiche.
Per sei mesi i militari hanno piazzato le telecamere dentro l’ufficio. In periodo di pandemia era obbligatoria la prenotazione. Un obbligo che sarebbe stato aggirato in cambio della mancia. E si è configurato il reato di corruzione.
A fare scattare le indagini il garante per i diritti umani del Comune di Palermo che ha segnalato la vicenda ai carabinieri. Alcuni colleghi di lavoro avrebbero raccontato che De Lisi preferiva restare da solo allo sportello. L’ordinanza, chiesta dalla Procura, è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Nicola Aiello.

