PALERMO– Fiumi di droga tra la Campania e la Sicilia, per un business su cui Cosa nostra mira fortemente, al punto da mettersi in gioco in prima persona, senza intermediari. La mafia gestisce direttamente gli affari della droga e, come l’operazione “Paglia e fieno” dimostra, mette in campo personaggi di spicco direttamente collegati ai vertici delle cosche. Tra questi, Guido Spina, palermitano 46enne dello Zen che per conto dei Lo Piccolo, gestiva il controllo del territorio del quartiere un tempo patria dei due boss. Ventidue le persone arrestate in seguito ai provvedimenti emessi dai gip Nicola Aiello e Lorenzo Jannelli: dodici sono finite dietro le sbarre, otto ai domiciliari, per due è stato disposto l’obbligo di firma. Il blitz è stato eseguito dagli uomini della Squadra Mobile di Palermo che hanno smantellato l’organizzazione che importava, trafficava e spacciava hashish e cocaina, attraverso intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti durati più di due anni.
L’operazione è infatti il seguito naturale dei blitz “Monterrey” e “Forfour”, che avevano già accertato i fitti rapporti che avevano permesso il ponte di droga tra la Campana e la Sicilia. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Teresa Principato e dai sostituti Sergio Barbiera e Geri Ferrara, ha smascherato anche il titolare della pizzeria “Dolce e Salato” di via Casalini, nel quartiere Cruillas. Si tratta di Vincenzo Cosenza, classe 1971, trafficante di droga braccetto con Spina. Quest’ultimo – come hanno accertato gli inquirenti – aveva inoltre allacciato un rapporto personale con dei fornitori calabresi. In particolare, con Antonio Reitano, 31enne di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, anche lui finito in arresto. Ma principalemte, la “paglia e “il fieno”, come in gergo i trafficanti chiamavano la cocaina e l’hashish,venivano acquistate a Napoli e trasportate a Palermo da corrieri preceduti da staffette per eludere eventuali posti di blocco delle forze dell’ordine.
A tenere i contatti con i fornitori campani erano Andrea Di Maggio, 53 anni, e Guido Randazzo, 48 anni. Le partite di stupefacenti giungevano in una villa di San Nicola l’Arena, sulla costa orientale della provincia di Palermo, e in città in un appartamento di via Bandiera, da dove poi venivano smistati ai pusher. Due vere e proprie centrali di spaccio, insomma. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati oltre settecento chili di droga, tra cocaina, eroina, marijuana e hashish.
Questi gli arrestati: Raffaele Belviso, Giuseppe Bertuccio, Attilio Cesarano, Davide Clemente, Vincenzo Cosenza, Nicola Dainotti, Andrea Di Maggio, Salvatore Di Maggio, Gennaro Gambardella, Giuseppe Giuliano, Federico La Rosa, Francesco La Rosa, Giovan Battista Marino, Leonardo Marino, Angelo Mendola, Guido Randazzo, Antonio Reitano, Fedele Russo, Michele Simeoli, Guido Spina, Pasquale Vallefuoco e Pietro vitale.

