Dalle 17:14 fino ad una manciata di minuti dopo le 23. Da quando le telecamere inquadrano Stefano Argentino mentre colpisce alla scapola e alla gola con un coltello Sara Campanella fino alla individuazione dell’assassino nel bed& breakfast che i familiari gestiscono a Noto, in provincia di Siracusa.
Le sei ore dopo il delitto
Sei ore su cui si concentrano i carabinieri del comando provinciale di Messina per capire cosa sia accaduto dopo il delitto. Argentino ha agito all’uscita del Policlinico, al termine delle lezioni universitarie, mentre Sara raggiungeva la fermata dell’autobus in viale Gazzi.
L’ipotesi a cui lavorano gli investigatori e che l’assassino della studentessa palermitana avesse progettato un piano di fuga oppure è stato così lucido da metterlo in atto nell’immediatezza. Un testimone ha riferito di averlo visto andare via “senza scappare”. Un’andatura normale per non dare nell’occhio e confondersi tra la gente. Si è messo a correre quando un altro testimone ha provato a bloccarlo.
Si lavora all’ipotesi che nel piano di fuga potrebbe avere avuto un ruolo la madre. È infatti firmato dalla donna il biglietto trovato dai militari. Scriveva all’altro figlio di avere necessità di allontanarsi per un po’ con la scusa di curarsi. Al contempo lo rassicurava sulle proprie condizioni di salute.
Le indagini
I successivi accertamenti hanno fatto emergere che la madre non ha particolari problemi di salute che ne giustificassero l’allontanamento. “Da qui l’ipotesi che la donna – così scrive il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di custodia cautelare – nascondesse la volontà di aiutare il figlio a non farsi trovare”.
Quali erano i loro progetti? Una risposta potrebbe arrivare dall’analisi del cellulare sequestrato al ventisettenne. Sarà fatto uno screening dei messaggi e delle chiamate, in entrata e in uscita. Alcune telefonate potrebbero essere state cancellate oppure l’assassino della studentessa palermitana ha usato programmi che ne impediscono la captazione.
Qualcosa però potrebbe essere rimasta nella memoria del cellulare. Ci sono contatti fra il figlio e la madre? Come ha raggiunto Noto da Messina? Perché ha scelto di andare nel b&b e non a casa dei genitori? Scelta, quest’ultima, non ritenuta causale dagli investigatori che potrebbero presto trovare le risposte agli interrogativi sul piano di fuga.
Perché Argentino ha deciso di agire quel giorno? Che poi è lo stesso in cui fu uccisa Lorena Quaranta, assassinata cinque anni fa. Lorena studiava Medicina.

