PALERMO – I pubblici ministeri lo hanno convocato ieri pomeriggio. Alessandro Alessi ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. È uno degli indagati dell’inchiesta che vede coinvolto anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno.
I “contenitori” su cui si indaga
I pm di Palermo, dopo avere notificato l’avviso di proroga agli indagati, continuano il lavoro di riscontro. Incrociano ciò che sarebbe emerso dalle intercettazioni con gli atti ufficiali.
I contributi assegnati direttamente da Galvagno e le variazioni di bilancio: sono i due “contenitori” da cui provengono le somme del presunto patto corruttivo.
In particolare i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria si concentrano sul “decreto del presidente del parlamento siciliano numero 994 dell’8/11/2024”, sulle “Disposizioni finanziarie. Modifiche di norme” e sugli “interventi finanziari urgenti” approvati dall’Ars rispettivamente il 21 novembre 2023 e il 16 agosto 2024.
Entrambe le sedute erano presiedute da Galvagno. Solo che, questa è l’ipotesi contestata dai pubblici ministeri, mentre svolgeva il suo ruolo istituzionale ilavrebbe promosso i propri interessi personali. In quei giorni di febbrili trattative e confronti politici le microspie erano accese.
Galvagno, secondo l’ipotesi contenuta nell’indagine, si sarebbe “adoperato per l’inserimento della concessione di contributi pubblici” in cambio di utilità che l’esponente politico di Fratelli d’Italia avrebbe ricevuto da due imprenditori: Marcella Cannariato, moglie di Tommaso Dragotto (il patron di Sicily by car) e componente del consiglio di indirizzo del teatro Massimo, e Nuccio La Ferlita, noto manager catanese dei concerti. Si tratta di contributi per diverse centina di migliaia di euro.
I finanziamenti votati dall’Ars e quelli direttamente concessi da Galvagno (come presidente del parlamento siciliano ma anche della Fondazione Federico II), riguardavano iniziative di beneficenza organizzati dalla Fondazione Dragotto, spettacoli per il Natale a Catania (198.000 per “Un magico Natale” edizioni 2023 e 2024, un “apericena” da 10 mila euro offerto dalla presidenza dell’Ars in occasione dell’iniziativa culturale “Donne, economia e potere” organizzato dalla Fondazione Bellisario ed eventi vari tra cui “Sicilia per le donne” nel 2023 (27.200 euro).
Le “utilità” contestate
Le utilità sarebbero arrivate personalmente a Galvagno (ad esempio il noleggio gratis di un’auto il 3 e 4 settembre 2024 per una trasferta a Milano e un abito) ma anche per persone a lui vicine. Come la sua portavoce Sabrina De Capitani, Marianna Amato, indicata come “mediatrice”, e Alessandro Alessi, titolare di una società che organizza eventi per conto della Fondazione Dragotto. Questi ultimi ottenevano consulenze pagate, anche in contanti (una provvista di 10 mila euro fu incassata da De Capitani il 9 luglio 2024) con i contributi concessi dalla politica. E ci sarebbe pure la promessa di Cannariato di assegnare una consulenza legale alla cugina di Galvagno (la vicenda non si è concretizzata).
La replica di Galvagno
“Chi riveste ruoli di responsabilità è chiamato più di chiunque a dare spiegazioni del proprio operato ed è giusto che si sottoponga con serietà ad ogni analisi della propria attività istituzionale – ha replicato Galvagno -. Proprio perché credo che non abbia nulla da nascondere o da temere e per il grande rispetto che ripongo soprattutto nei confronti di chi è chiamato ad esercitare l’azione di verifica, ho chiesto ed ottenuto di essere ascoltato due settimane fa circa mettendomi totalmente a disposizione di chi indaga per chiarire ogni eventuale singolo dubbio circa i fatti contestati”.
L’imprenditrice Cannariato
“Nessun incarico è mai stato conferito dalla Fondazione Tommaso Dragotto ai collaboratori del presidente dell’Ars e nessun illecito è stato compiuto”, ha fatto sapere la vicepresidente della Fondazione, Caterina Marcella Cannariato.
Galvagno e gli altri hanno ricevuto un avviso di proroga delle indagini. Nel fascicolo ci sono intercettazioni di conversazioni e messaggi. Di più non trapela sull’inchiesta coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Andrea Fusco e Felice De Benedittis.
Dai fondi del Turismo a quelli dell’Ars
Di sicuro l’indagine è molto più ampia. È partita da “Sicily, Women and Cinema”, la manifestazione per pubblicizzare l’Isola al festival cinematografico di Cannes con 3,7 milioni di euro di fondi del Turismo, ed è approdata ai fondi dell’Ars e della Fondazione Federico II. Sul turismo da due anni lavorano in gran segreto la Procura della Repubblica e quella della Corte dei Conti (all’inizio anche i pm europei che però hanno dovuto lasciare la competenza alla Procura ordinaria visto che la stragrande maggioranza dei soldi spesi proveniva da fondi regionali).
La vicenda Monterosso
Ci sono più filoni. Il primo “chiuso” vede indagate, sempre per corruzione, l’ex direttrice generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso, e Sabrina De Capitani. La vicenda ruota attorno alla mostra dell’artista italo-egiziano Omar Hassan e a due quadri regalati. Un gesto di cortesia, un dono personale, di certo non il prezzo della corruzione: così si può riassumere la replica di Patrizia Monterosso “serena” e certa che tutto sarò chiarita. Molto di più però bolle nella pentola degli investigatori.

