Palermo, dal falso alla corruzione: il pentolone del turismo ribolle

Dal falso alla corruzione: il pentolone investigativo del turismo ribolle

Cosa scrivono i finanzieri sull'assessorato regionale

PALERMO – Il pentolone investigativo del turismo ribolle ormai da due anni. L’origine dello scandalo non è ancora approdata alle conclusioni. L’inchiesta che vede indagato, tra gli altri, il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, parte dal caso Cannes.

Cannes e l’assessorato al Turismo

Ad aprile 2023 era tutto pronto per il grande evento. Una mostra dal titolo “Sicily, Women and Cinema” da allestire al festival della città francese. Pronti 3,7 milioni di euro che si aggiungevano ai 2,2 spesi nel 2022. Il progetto era dell’assessorato regionale al Turismo, guidato prima da Manlio Messina e poi da Francesco Paolo Scarpinato, indicati da Fratelli d’Italia nella giunte di Nello Musumeci e Renato Schifani.

Il caso politico

È vero che tutto “fa parte di una programmazione triennale portata avanti dallo scorso governo (l’assessore era Manlio Messina) – disse il governatore – ma “l’adozione di questi provvedimenti è sfuggita alla sottoposizione della giunta“. Insomma, il governo regionale “ignorava” la questione e Schifani chiese gli atti al subentrato Scarpinato. Alla fine il presidente bloccò la mostra, annullando l’affidamento diretto.

A gennaio 2023 il passaggio politico con Schifani che firmò la staffetta in giunta: Scarpinato lasciò il Turismo e andò a guidare i Beni Culturali, percorso inverso per Elvira Amata (pure lei ora indagata per corruzione).

Il profilo giudiziario

Ed ecco il cure della questione: l’organizzazione dell’evento fu affidata con procedura negoziata, e dunque senza bando pubblico, alla Absolute Blue, società del Lussemburgo. La Absolute Blue sosteneva di essere titolare in esclusiva del format “Woman and Cinema”. All’inizio fece ricorso al Tar contro lo stop. I giudici amministrativi gli diedero torto, non ci fu appello e la sentenza è passata in giudicato.

Nell’informativa sull’affaire Galvagno i finanzieri fanno un chiaro riferimento all’origine dell’inchiesta. “Dall’esame della documentazione acquisita è emerso, in primo luogo, che tutte le procedure di affidamento da parte della Regione Siciliana in favore della Absolute Blue – scrivono – sono state finanziate con risorse finanziarie di origine pressoché totalmente nazionali”.

Dal falso in atto pubblico alla corruzione

Da qui la competenza passata dai pm della Procura europea a quella ordinaria guidata da Maurizio de Lucia. “Dallo sviluppo delle indagini è emersa una ipotesi di reato ex art. 479 codice penale”. E cioè “la falsa attestazione del profilo di ‘esclusivista’ quale presupposto per adoperare una procedura di affidamento derogatoria rispetto a quelle ordinariamente previste (a tutela di una maggiore concorrenza), al fine ipotizzato di favorire un determinato operatore economico (Absolute Blue)”.

Indagine sui fondi del Turismo

Dal primo giorno di marzo 2023 partirono le intercettazioni. Nel registro degli indagati furono iscritti “il Responsabile unico delle procedure e i dirigenti generali del Dipartimento regionale addetto”. Nel passaggio successivo i finanzieri scrivono: “L’indagine cosi svolta, oltre a permettere di raccogliere importanti elementi confermativi delle preliminari ipotesi falso, ha permesso di far emergere conversazioni sintomatiche della commissione di ulteriori e più gravi condotte”.

Era saltato fuori il nome di Sabrina De Capitani, portavoce di Galvagno, “proveniente dall’hinterland milanese, inizialmente individuata quale soggetto di potenziale interesse in quanto Key account (ovvero ‘addetta ai clienti più importanti’) della Absolute Blue con riferimento al Festival del cinema di Cannes”. Si fa spesso riferimento ai suoi contatti con “uomo 6” e cioè il politico, non indagato, che l’avrebbe presentata a Galvagno. Potrebbe trattarsi dell’ex assessore Messina.

Il resto è racchiuso nell’avviso di proroga notificato a Galvagno, De Capitani ed altri indagati per corruzione (il presidente dell’Ars anche per una ipotesi di peculato legata all’uso dell’auto blu). Nulla ancora si sa dell’inchiesta madre sul turismo.


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