Palermo, omicidio in farmacia: sospetti sul cognato della vittima

L’omicidio della farmacia, sospettato alla Mobile: è un parente della vittima

Dietro il delitto probabilmente questioni economiche

PALERMO – C’è un sospettato per l’omicidio della farmacia. Ad esplodere i colpi di pistola sarebbe stato il cognato di Stefano Gaglio, freddato davanti all’ingresso di via Guglielmo Oberdan. Una telecamera ha ripreso tutta la scena.

L’assassino si vede in faccia. Sessantenne, capelli brizzolati, corporatura robusta. Arriva davanti alla farmacia, aspetta che Gaglio metta lo scooter sul cavalletto, si avvicina a piedi e spara.

I sospetti si sono concentrati subito sul parente dell’uomo, 38 anni, che lavorava come magazziniere alla farmacia “Sacro Cuore”. Due dettagli sul delitto portavano dritto a qualcuno che conosceva bene la vittima. Sapeva l’orario in cui sarebbe arrivato al lavoro e quando lo ha sorpreso, 11 minuti dopo le 9, si ha l’impressione che Gaglio si sia voltato per un istante prima che venisse raggiunto dai colpi di pistola.

L’uomo, 38 anni, è morto poco dopo essersi accasciato sul marciapiede. Inutile il tentativo di rianimarlo da parte di un medico che transitava sul posto e poi dei sanitari del 118.

Dopo il delitto l’assassino con calma è salito su uno scooter per allontanarsi verso corso Camillo Finocchiaro Aprile. Ci sarebbero le immagini a confermarlo, ma anche la testimonianza delle persone che si trovavano all’angolo fra via Oberdan e piazza principe di Camporeale. Sono uscite in strada dopo avere sentito i colpi di pistola – tre o quattro – e le urla di alcuni presenti.

Il movente? Si parla di faccende personali, rancori probabilmente legati a questioni economiche. Ci sarebbe stata una lite nei giorni scorsi che ha fatto scattare un controllo con esito negativo in un’abitazione alla Kalsa, quartiere dove abita il cognato. I contorni del precedente episodio e l’eventuale collegamento con l’omicidio sono da chiarire. Forse Gaglio temeva per la sua incolumità.

Il sospettato, 62 anni, è stato condotto negli uffici della squadra mobile. Gli investigatori guidati dal dirigente Antonio Sfameni stanno acquisendo il suo racconto. Poi sarà il pubblico ministero Maurizio Bonaccorso a decidere se disporre il fermo del sospettato.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI