PALERMO – La rendita Inail non è equiparabile a uno stipendio. Questo il principio che ha fatto breccia davanti al giudice monocratico Giulia Calafiore che ha assolto l’imputato con la formula perché il fatto non sussiste.
Sotto processo per falso e truffa c’era G.B.C., 57 anni, ex operaio dei Cantieri navali. Era accusato di avere percepito circa 20 mila quando era in vigore il reddito di cittadinanza. La sua colpa: non avere dichiarato di percepire la rendita da quando è stato dichiaro inabile al lavoro a causa di un infortunio.

L’avvocato Dario Falzone ha però spiegato, citando una sentenza del Consiglio di Stato, che la rendita essendo un ristoro non costituisce reddito altrimenti finirebbe per essere violato il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Un evento tragico come l’infortunio sul lavoro non poteva diventare ulteriormente penalizzante. Da qui l’assoluzione.

