PALERMO – Sull’avvio di un servizio di vigilanza privata a supporto dei controlli della Polizia municipale durante le festività, la consigliera comunale di Palermo del Partito democratico, Mariangela Di Gangi, ha presentato un’interrogazione per fare piena chiarezza su modalità, legittimità e sulle funzioni dell’incarico affidato.
“Quali risorse economiche sono state usate?”
“L’Amministrazione parla di integrazione dei controlli e di rafforzamento della sicurezza, ma è necessario chiarire – spiega – con quali atti sia stato disposto l’affidamento diretto, con quali risorse economiche, sulla base di quali criteri sia stata individuata una specifica ditta e, soprattutto, quali siano le funzioni effettivamente attribuite alle guardie giurate. La sicurezza urbana è un tema delicatissimo e attiene a responsabilità pubbliche ben definite. Proprio per questo dobbiamo evitare equivoci tra vigilanza privata e sicurezza pubblica e chiarire se non si stia dando l’impressione di un controllo del territorio che, nei fatti, non corrisponde alle reali competenze dei soggetti coinvolti”.
“Le guardie giurate non possono operare in autonomia né svolgere funzioni di controllo della sicurezza dei cittadini. Dopo mesi di sostanziale inerzia sul tema da parte del sindaco Roberto Lagalla, appare legittimo chiedersi se, pur di dare tardivamente l’impressione che si intervenga, non si stia ricorrendo a soluzioni che incidono poco o nulla sulle reali esigenze di sicurezza della città e che rischiano di essere messaggi non soltanto sbagliati, ma persino fuorvianti”, conclude.

