Nelle vene di Biagio Pilieri, uno dei due prigionieri italiani liberati in Venezuela, scorre sangue siciliano. Il giornalista e dirigente politico di 60 anni, rilasciato dopo oltre un anno di detenzione nelle carceri di Caracas, è nato a Chivacoa da genitori siculi emigrati in Sud America. L’uomo, che possiede il passaporto italo-venezuelano, era stato arrestato il 28 agosto 2024 con le accuse di terrorismo e tradimento alla patria.
Biagio Pilieri detenuto in Venezuela, nel carcere di Helicoide
Biagio Pilieri ha alle spalle una lunga carriera istituzionale e politica. È stato sindaco del comune di Bruzual, nello Stato di Apure, tra il 2000 e il 2004, e successivamente deputato all’Assemblea nazionale venezuelana dal 2011 al 2021.
Attualmente ricopriva il ruolo di coordinatore nazionale di Convergencia Nacional, formazione di ispirazione democristiana all’opposizione, fondata nel 1993 dall’ex presidente Rafael Caldera. Nel 2024 aveva partecipato alla campagna elettorale per le presidenziali a sostegno della candidata e premio Nobel per la pace Maria Corina Machado.
Dopo l’arresto, il giornalista e leader politico era stato trasferito nel centro di detenzione di Helicoide, uno dei più duri istituti di sicurezza di Caracas. Negli ultimi anni, aveva denunciato la chiusura di testate giornalistiche, episodi di censura e le difficoltà strutturali del settore editoriale venezuelano.
Venezuela, la liberazione di Biagio Pilieri e la gioia dei figli
La sua scarcerazione è avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 gennaio. “Oggi, 8 gennaio 2026, mio padre Biagio Pilieri è stato rilasciato. È una frase che ho sognato di ripetere per molto tempo e che oggi diventa realtà, dopo un anno, quattro mesi e 11 giorni di ingiusta detenzione. Abbiamo accolto questa notizia con il cuore pieno di gioia. Non avrebbe mai dovuto essere arrestato arbitrariamente!”, hanno scritto i figli sui social.
“Non ci sono parole per ringraziare tutte le persone che ci hanno sostenuto con il loro aiuto, le loro preghiere, i loro messaggi e la loro forza nel momento in cui ne avevamo più bisogno – hanno aggiunto – (…) Preghiamo Dio affinché questa gioia possa essere condivisa molto presto da tutte le famiglie venezuelane che subiscono l’ingiustizia della prigionia politica. Che tutti siano liberi!”.
Adesso si spera per Trentini e Burlò
L’altro italiano liberato in Venezuela è l’imprenditore Luigi Gasperin. Una svolta che riaccende le speranze per Alberto Trentini, da oltre 400 giorni nelle carceri di Caracas, e per gli altri connazionali reclusi nel paese sudamericano, come il commercialista piemontese Mario Burlò. In una nota, la premier Giorgia Meloni ha fatto sapere di seguire “con attenzione la situazione in Venezuela”.
“Auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas – ha dichiarato – In tal senso esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione”.

