PALERMO – Scelti i nomi del triumvirato che dovrà guidare la Democrazia cristiana siciliana del dopo-Cuffaro. Si tratta dell’ex deputato regionale agrigentino Totò Cascio, dell’ex consigliere comunale di Catania Carmelo Sgroi e dell’attuale vice segretario Dc per la provincia di Ragusa Fabio Meli.
Tre commissari per la Dc siciliana
Tre nomi che servono come collante del gruppo parlamentare all’Ars. I sei deputati, nonostante le diverse visioni su come interpretare il ruolo della Dc nell’ultimo scorcio di legislatura, restano al momento uniti affidando le chiavi del partito a tre commissari che rappresentano tutte le anime all’interno del gruppo.
Chi sono i tre commissari della Dc
Cascio, per due volte deputato all’Assemblea regionale siciliana, saccense, è espressione dell’ala centro-occidentale del partito, rappresentata dal capogruppo a Sala d’Ercole Carmelo Pace e dall’ex assessora alla Famiglia Nuccia Albano. Sgroi è espressione dell’ala catanese, rappresentata dall’altro ex assessore Andrea Messina e dall’ex deputato regionale Salvo Giufrida, e del parlamentare siracusano approdato alla Dc metà 2025 Carlo Auteri. Meli, invece, è vicino al deputato ragusano e presidente della commissione Affari istituzionali Ignazio Abbate.

Le nomine firmate da Samorì
I tre, che raccolgono il testimone dal segretario regionale dimissionario Stefano Cirillo, dovranno traghettare il partito in una nuova fase. L’obiettivo è consentire quel percorso di “rinnovamento” posto dal governatore Renato Schifani come precondizione per intavolare qualsiasi dialogo per il ritorno dei centristi in Giunta. Cascio, Sgroi e Meli sono stati nominati dal vice segretario nazionale Gianpiero Samorì, che era andato in rotta con Cirillo salvo poi riappacificarsi con l’ormai ex segretario regionale Dc.
Primo obiettivo: incontrare Schifani
Saranno Cascio, Sgroi e Meli a interloquire con il governo regionale e con gli alleati del centrodestra. A loro anche il compito di affrontare il nodo delle elezioni amministrative e poi il congresso regionale tra qualche mese. Martedì avranno un primo incontro con il gruppo parlamentare all’Ars, poi la Dc chiederà ufficialmente un faccia a faccia con Schifani. I tempi per il rientro dei centristi nel governo regionale potrebbero essere veloci e, a questo punto, slegati dal rimpasto che prevede anche un rimescolamento delle deleghe e che è opera assai più complicata di un semplice reintegro.
La Dc, però, difficilmente riavrà due caselle nell’Esecutivo regionale. Schifani, che al momento regge l’interim della Famiglia e delle Autonomie locali, dovrebbe concedere un solo assessorato, conservando l’altra delega per comporre l’architettura finale del governo che dovrà portare poi la Sicilia alle urne nel 2027.

