Emergenza mareggiate: “Il governo intervenga subito"

Emergenza mareggiate: “Il governo intervenga subito”

Il rischio paventato è il crollo del turismo al Sud
CONFCOMMERCIO
di
3 min di lettura

CATANIA – Antonio Capacchione (SIB-FIPE-Confcommercio) lancia l’allarme dopo i danni del ciclone in Sicilia, Calabria e Sardegna: servono certezze sulle concessioni e coperture assicurative adeguate. “Senza balneazione non riparte il Mezzogiorno”

La solidarietà non basta. Servono interventi normativi immediati per salvare la stagione turistica e, con essa, l’economia del Sud Italia. È questo il messaggio lanciato da Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari (SIB-FIPE-Confcommercio), in visita nelle zone colpite dal recente ciclone che ha devastato stabilimenti balneari, ristoranti, alberghi e villaggi turistici in Sicilia, Calabria e Sardegna.

“Ho ricevuto telefonate di solidarietà da colleghi di tutta Italia, dalla Toscana alla Liguria, dalla Romagna”, ha dichiarato Capacchione, sottolineando come l’obiettivo della sua presenza sia duplice: portare vicinanza agli operatori colpiti e mantenere alta l’attenzione su un dramma che rischia di essere dimenticato. “Non possiamo permettere che si abbassi l’attenzione su quanto accaduto. Il mare rappresenta il 41% delle presenze turistiche in Italia, sia italiane che straniere. Se crolla il mare, crolla il turismo italiano”.

Il settore balneare, ha ricordato il presidente del SIB, è il motore dell’unico comparto economico davvero dinamico del Paese in un momento in cui l’industria è in crisi. “Fra due mesi c’è Pasqua, l’inizio della stagione balneare. Dobbiamo trovarci pronti”, ha avvertito.

Per questo il sindacato chiede al governo due interventi urgenti. Il primo riguarda la certezza della durata delle concessioni demaniali: “Senza continuità aziendale non possiamo stipulare mutui né ottenere finanziamenti. Le banche ci ridono in faccia. È un problema normativo che il governo deve risolvere lunedì mattina, prima del Consiglio dei Ministri”. Una lettera in tal senso è stata inviata alla presidente Giorgia Meloni – l’ottava, ha precisato Capacchione – per sollecitare una risposta che non può più attendere.

Il secondo nodo riguarda le polizze catastrofali. “Abbiamo mandato tre lettere al Ministero dello Sviluppo Economico: è ridicolo che siamo obbligati a stipulare polizze che non coprono il rischio mareggiate”, ha denunciato il leader del SIB. Le attuali coperture assicurative contemplano frane, terremoti, inondazioni ed esondazioni fluviali, ma escludono proprio le mareggiate. “Rischiamo di non poter accedere ai bandi per l’assenza di una polizza che non possiamo ottenere per responsabilità del governo”. La richiesta è sospendere, per gli operatori del mare, l’obbligo previsto dal comma 102 dell’articolo 1 della legge 213.

“Si tratta di due provvedimenti normativi senza copertura di spesa che il governo deve adottare subito”, ha ribadito Capacchione, esprimendo un riconoscimento per il lavoro svolto da enti locali e Protezione Civile nell’allerta preventiva che ha evitato vittime. “Ma l’assenza di vittime può costituire un motivo di disattenzione nazionale, così come è accaduto per la tragedia analoga a Ischia”.

Durissima la stoccata al ministro del Turismo Daniela Santanchè: “Mi meraviglio che non sia ancora venuta a vedere cosa è successo in Calabria, Sicilia e Sardegna. Sarebbe opportuno che venisse subito per mantenere l’attenzione mediatica e governativa su questa tragedia”.

Gli effetti del disastro, ha avvertito il presidente del SIB, si vedranno tra marzo e giugno, quando ripartirà la stagione. “Se non riparte la Sicilia, la Calabria e la Sardegna, non riparte il Sud”. Un Sud già penalizzato da problemi infrastrutturali cronici: “Per venire qui da Messina a Catania ci ho messo quasi tre ore con i pullman. Sono partito alle quattro del mattino da Margherita di Savoia e sono arrivato a Catanzaro alle 14. La questione dei trasporti è fondamentale, abbiamo problemi atavici. Ma non vogliamo aggiungere a questi anche i problemi della balneazione”.

La presenza nelle zone colpite, ha concluso Capacchione, serve proprio a questo: “Affinché i riflettori non si abbassino e affinché da qui parta l’appello al governo per quei due interventi che ho evidenziato. Senza balneazione parliamo di cose marginali. Deve ripartire il turismo, altrimenti il Sud non riparte”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI