PALERMO – “Parifica parziale del rendiconto della Regione Siciliana 2020”. E’ la formula con cui la presidente della sezione di controllo della Corte dei conti Maria Aronica ha comunicato il dispositivo della sentenza assunta dalle Sezioni riunite in camera di consiglio.
Con il via libera di oggi si chiude contenzioso durato quattro anni, cominciato all’indomani della decisione dei giudici contabili – era il 2022 – di non parificare il consolidato e andato avanti tra impugnative, ricorso alla Corte costituzionale, annullamento della prima sentenza da parte delle Sezioni riunite di Roma, ricomposizione del collegio giudicante per vizi sollevati dal governo regionale e applicazione per la prima volta del contraddittorio tra le parti nel giudizio di oggi.
La sentenza è andata ben oltre le aspettative del governo di Renato Schifani anche perché il giudice relatore, Gioacchino Alessandro, aveva chiesto il diniego alla parifica confermando le irregolarità contestate quattro anni fa (in particolare la scelta presa dall’ex governo Musumeci di spalmare il disavanzo di 2 miliardi di euro in 10 anni e non in 3 come prevede la normativa statale di contabilità), mentre il procuratore generale Romeo Palma aveva proposto la parifica con riserva, dispositivo suggerito anche dalla Regione che in alternativa alla riserva aveva proposto la parifica con sospensione in attesa dei giudizi sugli altri rendiconti – dal 2021 al 2024 – che la Corte dei conti dovrebbe esprimere entro il prossimo luglio.
Per il governo si tratta di una pronuncia importante, perché alle parifiche dei rendiconti e in particolare a quello del 2024 è legata a stretto filo la possibilità di utilizzare l’avanzo di amministrazione, pari a 2,3 miliardi di euro.
“La decisione della Corte dei conti modifica il precedente deliberato alla luce delle osservazioni puntuali e delle ricostruzioni contabili fornite dall’amministrazione regionale, che hanno convinto anche il procuratore generale”, dice il governatore Renato Schifani.
Schifani:” Si chiude contenzioso complesso”
“Si chiude così un contenzioso complesso, nel quale la Regione ha avviato e già realizzato le necessarie azioni correttive nel rispetto dei principi di legalità, veridicità e continuità dei bilanci – aggiunge -. Il pronunciamento odierno è certamente il frutto del percorso di risanamento dei conti avviato negli ultimi anni, che ha portato per la prima volta la Regione Siciliana a uscire dal disavanzo e a conseguire un risultato positivo”.
Schifani poi conclude: “Desidero ringraziare, in particolare, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e l’ex ragioniere generale Ignazio Tozzo per il rigoroso e costante lavoro svolto. Confido che la Corte possa ora accelerare sulle ulteriori parifiche, a partire dal 2021, per arrivare rapidamente al rendiconto 2024, condizione essenziale per sbloccare risorse per circa due miliardi di euro a beneficio della Sicilia”.
“Siamo estremamente soddisfatti. Abbiamo scritto delle belle pagine di diritto per una vicenda esemplare di cui si terrà conto nella giurisprudenza contabile in tutta Italia. Ancora una volta la Sicilia è stata apripista di novità di grande rilevanza”, commenta l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagino, presente all’adunanza pubblica, assieme al ragioniere generale Gloria Giglio e al segretario generale Ignazio Tozzo.
Pur avendo proposto il diniego, il consigliere Gioacchino Alessandro ha dato atto alla Regione, con la procedura di deferimento, di avere depositato una memoria “in cui ha descritto le misure correttive” apportate sulle irregolarità contestate dalla Corte dei conti quattro anni fa e di avere appostato nel fondo sanitario le risorse che secondo i giudici erano state utilizzate in maniera illegittima per finanziare l’Arpa con 29 milioni di euro. Anche il Pg Palma, nella sua requisitoria, ha sottolineato i correttivi apportati dal governo Schifani per ‘sanare’ le irregolarità del rendiconto, sottolineando che “la Regione ha operato per la riconduzione delle irregolarità nell’alveo della legalità”. “E ciò consente di sanare le irregolarità”, aveva sostenuto nel suo intervento all’adunanza pubblica proponendo di conseguenza la parifica con riserva. Il collegio giudicante invece ha disposto la parifica senza la “riserva”, riconoscendo così alla Regione di avere apportato le modifiche essenziali alle irregolarità più rilevanti.
Dagnino: “Grande soddisfazione, si apre una nuova fase“
“Sono estremamente soddisfatto del risultato conseguito con la parifica parziale del Rendiconto 2020 da parte della Corte dei conti. Una decisione che sostituisce la precedente di “non parifica” resa nel 2022, annullata a seguito del ricorso della Regione, che avevo patrocinato nel ruolo di difensore. All’esito del contraddittorio che si è tenuto nella Camera di consiglio di pre-parifica, accogliendo la domanda della Regione, il Collegio ha formulato la migliore soluzione possibile, di grande equilibrio e che accoglie anche la richiesta del procuratore generale Romeo Palma”. Sono le parole dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino relativamente al giudizio sul consuntivo della Regione 2020 pronunciato oggi dalle Sezioni riunite della Corte dei conti in sede di controllo.
“Un plauso – prosegue Dagnino – al nuovo presidente della Sezione di controllo Maria Aronica per avere definito il giudizio in tempi record. Da ora inizia una nuova fase. Si è chiuso un complesso iter processuale durato oltre quattro anni e si apre la strada alle successive parifiche dei rendiconti dal 2021 al 2024. In particolare, con quella del 2024, si libererà un avanzo di amministrazione pari a 2,3 miliardi”.

