PALERMO – “Il ministro della Giustizia parla oggi della possibilità di rinunciare al suo potere disciplinare nei confronti dei magistrati in caso di loro colpa grave. Parlo a titolo personale, ma sono ragionevolmente certo di rappresentare la posizione della stragrande maggioranza di chi fa il mio lavoro: non abbiamo mai chiesto niente del genere, né lo desideriamo”.
Lo dice il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia dopo le dichiarazioni del ministro della Giustizia a Il Sole 24h. Nordio, in un’intervista, ha sostenuto che abolirebbe il potere di iniziativa disciplinare sui magistrati del ministro.
De Lucia e il messaggio a Nordio
“Chi sbaglia paghi: è giusto così. – prosegue – Vale per noi, come per i politici e per qualsiasi altra professione”.
“L’attuazione di questa idea, inoltre, – aggiunge – richiederebbe un’ulteriore revisione costituzionale, dato che non è inserita nella proposta di modifica della Costituzione che sarà oggetto del voto referendario del 22 e del 23 marzo”.
“I magistrati non temono i provvedimenti disciplinari in sé- spiega il procuratore – Quel ci preoccupa è che questi possano essere orientati dalla politica e possano prescindere dalle ragioni di merito”. “Il ministero dunque – conclude – continui a esercitare la propria azione disciplinare, nel rispetto del bilanciamento tra poteri dello Stato previsto dalla nostra Costituzione.”

