La Sicilia che (non) vorrei. Puoi partecipare anche tu. Scrivi a direttore@livesicilia.it. LEGGI QUI. Ci scrivono i lettori.
Caro Direttore,
innanzitutto desidero ringraziarla per aver rivolto a noi siciliani una domanda così stimolante e necessaria. Trasformare il tema della «Sicilia che non vorrei» nella definizione della Sicilia che invece desideriamo e meritiamo è un doveroso esercizio di responsabilità verso il nostro futuro.
Le rispondo da cittadino e da professionista oltre che da rappresentante istituzionale che vive e lavora in questa terra ogni giorno: la Sicilia che non vorrei è quella rassegnata all’inefficienza, che si accontenta delle solite promesse da campagna elettorale e che continua a fare e ragionare sempre allo stesso modo.
Nella vita, come nella politica, c’è una regola da cui non si scappa: se non cambia la testa, non cambia niente. Pensare di risolvere i problemi storici della nostra Regione senza un cambio di visione è un’illusione. I cambiamenti veri non si fanno con le parole al vento o le solite scorciatoie, ma con il coraggio di aggiornarsi, studiando, assumendosi responsabilità e guardando avanti. Chi vuole davvero costruire qualcosa cambia passo e cerca soluzioni; chi invece si ostina a difendere il passato finisce soltanto per fare polemica.
Stavolta dobbiamo alzare l’asticella e dire chiaramente a chi chiede il nostro voto: “Basta parole, diteci esattamente cosa volete fare per superare quello che non funziona, entro quali scadenze e con quali parametri di verifica”.
Se dovessi risponderle indicando 4 pilastri concreti per cancellare la Sicilia che non vorrei, le direi queste: Sanità: basta cure fuori isola e liste d’attesa interminabili. La Sicilia che non vorrei è quella che vede volare via ogni anno oltre 246 milioni di euro (dati ufficiali GIMBE) inviati ad altre Regioni per rimborsare le cure dei nostri concittadini al Nord. La risposta concreta è far funzionare davvero la medicina territoriale con le Case della Comunità operative H24 per alleggerire i Pronto Soccorso, e realizzare un’agenda digitale unica integrata tra sanità pubblica e privato convenzionato per abbattere i tempi d’attesa.
Lavoro e Imprese: basta spopolamento e fughe dei giovani. La Sicilia che non vorrei è quella che perde ogni anno circa 15.000 residenti, con quasi 100 mila giovani under 35 andati via negli ultimi anni (dati ISTAT). Invertiamo la rotta azzerando l’IRAP regionale per 5 anni a tutte le aziende che li assumono a tempo indeterminato. E per chi vuole fare impresa: pratiche digitalizzate e risposta garantita entro 30 giorni con l’applicazione stringente del silenzio-assenso (L. 241/90).
Fondi Europei e FSC: basta risorse bloccate dalla burocrazia. La Sicilia che non vorrei è quella che non riesce a mettere a terra i finanziamenti. Tra Accordo di Coesione FSC (6,8 miliardi) e programmazione FESR e FSE+, abbiamo oltre 12 miliardi di euro. Affianchiamo alla burocrazia una task force tecnica di ingegneri e project manager per velocizzare le gare e creiamo un portale aperto per monitorare in tempo reale lo stato dei cantieri su strade e infrastrutture.
Burocrazia e Nomine: basta corsie preferenziali e discrezionalità. La Sicilia che non vorrei è quella guidata dalle solite logiche di favore. Servono procedure snelle, digitali e tracciabili per garantire parità di diritti a tutti i cittadini. Per le posizioni di vertice della Regione e delle ASP, si proceda unicamente con selezioni pubbliche trasparenti, valutate da commissioni esterne e basate sul merito e sul curriculum.
I fatti si potranno misurare su 3 indicatori oggettivi:
La riduzione progressiva dei 246 milioni spesi fuori isola per le cure.
Il rispetto del termine dei 30 giorni per le autorizzazioni alle imprese.
La trasformazione dei 12 miliardi in cantieri reali e collaudati nei tempi.
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Vede, Direttore, superare la Sicilia che non vorrei è possibile: serve solo la volontà politica di cambiare testa, fare le cose bene e rispettare i tempi.
Gian Paolo Marcone, Presidente Albo degli Odontoiatri dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Catania




