Schifani: la Sicilia cresce, mi ricandido per il secondo mandato

Schifani: “Azzerato il debito, la Regione cresce: nel 2027 mi ricandido”

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L'intervista del governatore siciliano a Libero
PALAZZO D'ORLEANS
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2 min di lettura

PALERMO – Il governatore siciliano Renato Schifani rivendica con orgoglio il lavoro svolto sin qui. E, come riporta l’agenzia Italpress che cita un’intervista del presidente della Regione Siciliana a Libero, annuncia la sua ricandidatura alla guida di Palazzo d’Orleans. Da quando si è insediato ha recuperato un disavanzo di 4 miliardi di euro, arrivando ad avere addirittura un surplus di 5 miliardi.

Ma per continuare nella crescita serve un altro mandato e per farlo annuncia la sua ricandidatura in una intervista al quotidiano diretto da Mario Sechi: “Perché serve un piano decennale per finire il lavoro intrapreso ed evitare le incompiute”.

Come ad esempio la realizzazione dei termovalorizzatori “a Palermo e Catania, con un Piano rifiuti, già approvato dall’Ue, che prevede anche di completare la rete impiantistica regionale. É un investimento da un miliardo. Tra qualche giorno avremo i progetti, le gare entro fine anno e avvio dei cantieri all’inizio del 2027. Stiamo facendo tutto tramite Invitalia e Anticorruzione, da avvocato amministrativista sono rigoroso. Bisogna sempre vigilare. Per questo dico che cinque anni non bastano, è giusto che anche per i sindaci il mandato sia di dieci perché se no si può solo fare, ma non completare”.

Sul rimpasto in giunta annuncia che “procederemo a breve”. Sullo stato di salute di Forza Italia e sul perché è stato congelato il congresso in Sicilia” il presidente Schifani, risponde: “La salute è buona, la Sicilia è azzurra e faremo il congresso di sicuro, al momento giusto. Nel 2022, il presidente Berlusconi mi ha chiesto di occuparmi della Sicilia, incarico che sto svolgendo e che mi porta a seguire dibattito nazionale da una certa distanza”.

“Ciò non mi impedisce, però, di sottolineare come Berlusconi, tenace sostenitore dell’inclusione, abbia sempre saputo trovare un saggio e sereno equilibrio tra l’esperienza dei parlamentari più anziani e il contributo delle nuove leve, ottenendo risultati significativi sia in termini di consenso sia nell’azione di governo. Mi auguro che questo metodo possa continuare anche in futuro”. 

Il governatore siciliano ricorda come ha azzerato il debito: “Grazie anche al boom di entrate tributarie cresciute del 39% dovute al maggiore gettito fiscale dei nuovi investimenti. fatti dalle imprese che scelgono sempre di più la Sicilia, in grado di garantire certezza dei tempi nel rilascio delle autorizzazioni. E migliorato anche il rating della Regione, come dicono i principali osservatori finanziari internazionali”.

“Oggi abbiamo un surplus di oltre 5 miliardi. I numeri certificano un cambio di passo reale: gli investimenti sono aumentati da 13 a 23 miliardi, il Pil è cresciuto di più che nel resto del Paese. Negli ultimi tre anni l’occupazione si è incrementata del 12,6% e sono nate 60mila imprese”.


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