La sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Siracusa, Maddalena Vetta, stabilisce un principio: anche un impiegato amministrativo al pari di un operaio è soggetto alla malattia professionale da contatto con amianto.
G.S., nato a Floridia, aveva 76 anni quando morì. Si era ammalato di asbestosi, una patologia polmonare cronica e irreversibile causata dall’inalazione prolungata di fibre di amianto. Dal 1973 al 2007 aveva lavorato nello stabilimento di Priolo.
Nella domanda all’Inail scriveva che tutti i “sistemi di trasferimento dei prodotti nel triangolo industriale Priolo, Melilli, Augusta erano stati coibentati con amianto e che, conseguentemente, tutto il personale che aveva operato all’interno dei petrolchimici era stato esposto all’inalazione di polveri di amianto”.
L’Inail archiviò la pratica. In particolare, contestava “la natura professionale della malattia eccependo l’omessa documentazione del rischio professionale, non essendovi la prova dell’effettiva esposizione del lavoratore ad alcun agente patogeno, rilevante ai fini causali rispetto alle patologie denunciate”.
I parenti si sono rivolti all’avvocato Salvatore Costa che ha avviato una causa. Il consulente tecnico ha accertato che “l’insorgenza della patologia è riconducibile all’attività lavorativa svolta ricorrente”.
“In tale ruolo il dipendente ha vissuto verosimilmente una realtà lavorativa che ha comportato una sua probabile esposizione a sostanze dannose presenti in ambiente lavorativo – si legge nella motivazione – anche se non direttamente occupato in lavorazioni a rischio. Ed in ultimo è stato anche appurato una contaminazione polverose dei territori urbani circostanti , quale fattore di rischio ambientale residenziale”
Il ricorso è stato accolto, la moglie dell’impiegato ha diritto ad un indennizzo e ad una rendita in base all’anzianità di servizio. Sono tante le tragedie e le cause affrontate nei tribunali siciliani.

