Etna, perché nessuno può dire quando finirà l’eruzione

Etna, perché nessuno può prevedere quanto durerà ancora l’eruzione

Quando finirà eruzione Etna
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Il ruolo dei venti nei disagi all’aeroporto di Catania
LA SPIEGAZIONE
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L’Etna continua a mostrare segnali di forte attività e, mentre le emissioni di cenere provocano pesanti ripercussioni sull’aeroporto di Catania, resta una domanda alla quale neppure gli esperti possono dare una risposta precisa: quando finirà l’eruzione? Stabilire in anticipo il momento in cui un vulcano interromperà la propria attività è estremamente difficile perché ciò che accade in superficie rappresenta soltanto la parte visibile di processi complessi che si sviluppano in profondità.

A confermare l’impossibilità di indicare una scadenza per questa fase dell’Etna è Stefano Branca, direttore del dipartimento Vulcani dell’Ingv. Il tremore vulcanico, parametro che segnala l’energia presente nei condotti magmatici interni, continua infatti a mantenersi su valori elevati e mostra una tendenza a risalire nella scala registrata dall’Osservatorio Etneo di Catania.

Quando finirà l’eruzione dell’Etna? Cosa dice l’Ingv

Per chi deve partire o arrivare dall’aeroporto Vincenzo Bellini, conoscere la durata dell’attività vulcanica farebbe una differenza enorme. La scienza, tuttavia, può monitorare l’evoluzione dell’Etna praticamente in tempo reale, ma non dispone di strumenti capaci di stabilire con certezza quando terminerà un’eruzione. Su questo punto Branca è netto: “E’ assolutamente impossibile prevedere la durata dell’attività dell’Etna”.

L’affermazione non significa che il comportamento del vulcano non possa essere seguito o interpretato. Gli strumenti dell’Ingv consentono di osservare numerosi parametri e le loro variazioni, fornendo agli specialisti informazioni fondamentali sull’evoluzione dell’attività. Una cosa, però, è capire cosa sta facendo il vulcano; un’altra è indicare con precisione quando smetterà.

Perché è così difficile prevedere la fine di un’eruzione

Un’eruzione è il risultato di fenomeni che avvengono all’interno di un sistema vulcanico estremamente complesso. Il magma e i gas si muovono attraverso condotti e fratture e il comportamento dell’Etna può modificarsi durante la stessa fase eruttiva. Per questo non esiste un semplice conto alla rovescia. Anche quando alcuni parametri mostrano una diminuzione, non è possibile trasformare automaticamente quel segnale nella previsione della conclusione definitiva dell’attività. Allo stesso modo, un incremento dei valori osservati può indicare una fase più energetica senza consentire di determinarne in anticipo la durata.

Uno degli indicatori fondamentali è proprio il tremore vulcanico, che nel caso dell’attuale attività dell’Etna resta costantemente su valori alti e presenta una tendenza alla risalita. Si tratta di un parametro che permette agli esperti di seguire l’energia presente nei condotti magmatici. Le sue oscillazioni aiutano quindi a interpretare ciò che sta accadendo nel vulcano, ma non possono fornire da sole una data o un’ora per la conclusione dell’eruzione.

Aeroporto di Catania, perché conta anche il vento

Per i viaggiatori c’è poi un secondo elemento decisivo. La durata dell’eruzione e quella dei disagi aeroportuali non necessariamente coincidono. Anche in presenza di emissioni di cenere, infatti, le conseguenze sul traffico aereo dipendono dalla direzione nella quale viene trasportato il materiale vulcanico. Branca spiega che i problemi dell’aeroporto “dipendono dai venti quando soffiano verso sud” in direzione dello scalo.

È quindi possibile che l’Etna continui la propria attività senza determinare sempre lo stesso livello di criticità per l’aeroporto. Al contrario, quando i venti spingono la nube vulcanica verso lo spazio aereo interessato dalle rotte di avvicinamento e partenza, possono rendersi necessarie limitazioni operative.

Perché la cenere può fermare gli aerei

La cenere vulcanica rappresenta un problema particolarmente serio per l’aviazione. Non è paragonabile alla normale cenere prodotta da una combustione: è costituita da minuscoli frammenti di materiale vulcanico che possono essere trasportati in atmosfera anche a distanza dal punto di emissione. Per questo l’andamento del traffico aereo non dipende soltanto da quanto sia intensa l’attività dell’Etna. Devono essere considerate contemporaneamente l’emissione di cenere, la sua dispersione nell’atmosfera e soprattutto la direzione dei venti.

La situazione può quindi cambiare anche nell’arco della stessa giornata. Una variazione della ventilazione può allontanare la cenere dalle aree più problematiche per lo scalo oppure, al contrario, spingerla nuovamente verso Catania.

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Quanto può durare ancora l’attività dell’Etna

Al momento, dunque, non esiste una previsione scientificamente affidabile che permetta di stabilire quando finirà l’eruzione dell’Etna. Il dato concreto è quello indicato dal monitoraggio dell’Ingv: il tremore vulcanico rimane su valori elevati. Saranno le variazioni dei parametri registrati dagli strumenti a consentire agli esperti di seguire passo dopo passo l’evoluzione del vulcano. Ma trasformare questi segnali in una data precisa per la fine dell’attività non è possibile.

Per l’aeroporto di Catania la situazione presenta un’ulteriore variabile: anche finché l’Etna continuerà a emettere cenere, l’entità dei disagi dipenderà in maniera determinante dai venti. È proprio questa combinazione tra evoluzione imprevedibile dell’attività vulcanica e condizioni atmosferiche a rendere difficile stabilire in anticipo quando lo scalo potrà lasciarsi definitivamente alle spalle le conseguenze dell’eruzione. Al momento i voli in partenza e in arrivo nello scalo etneo sono sospesi fino alle di notte di venerdì 14 agosto.


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