PALERMO – Sarebbe stato una ‘talpa’ dei pusher in cambio di tangenti. Dopo la condanna penale in appello a 4 anni e 2 mesi di reclusione, Giuseppe Roccamatisi, ex carabiniere in servizio alla stazione Resuttana Colli, è stato condannato dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti a pagare 13 mila euro all’Arma per il danno di immagine.
Lo hanno deciso i giudici contabili (presidente Salvatore Chiazzese) che hanno accolto in parte la richiesta del procura contabile diretta da Pino Zingale che aveva chiesto la condanna al pagamento di 30 mila euro.
L’inchiesta penale
L’inchiesta penale è stata avviata nel 2023 con indagini dei suoi stessi colleghi: Roccamatisi avrebbe ricevuto circa 5.000 euro in cambio di informazioni su indagini e blitz. “Secondo le indagini l’ex appuntato scelto – si legge nella sentenza – avrebbe rivelato nel corso dell’anno 2023, in più occasioni e in cambio di somme di denaro, ad alcuni criminali pregiudicati, dediti al commercio di sostanze stupefacenti, informazioni che dovevano rimanere segrete riguardanti iniziative giudiziarie che sarebbero state intraprese nei loro confronti”.
Il danno d’immagine per l’Arma
“In questo caso è evidente la sussistenza del danno all’immagine dell’Arma dei Carabinieri – dicono i giudici nella sentenza – vista la natura e la gravità delle condotte illecite accertate in sede penale all’appuntato scelto Roccamatisi”.
“La scoperta di continuate condotte penali – si legge ancora – ha cagionato un danno all’immagine dell’Arma dei Carabinieri quale pregiudizio alla sua persona giuridica pubblica nella sua identità, credibilità e reputazione”.
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Il “carabiniere talpa” intercettato
“Siamo tutti a Pagliarelli a fine mese”, diceva uno degli imputati dopo avere ricevuto la “soffiata” da Roccamatisi. C’era una “telecamera in piazza” e un’altra che inquadrava la casa di Ferrazzano. Gli investigatori “sono messi che fanno fotografie, fotografie, fotografie”. Era ormai questione di tempo. Presto sarebbe scattato il blitz.
L’indicazione sarebbe stata di “levare tutte cose” da un’abitazione nel rione Cep. Si parlava di soldi, una una sorta di “stipendio”.




