Sicilia, ok del Mpa allo Schifani bis. Quanto vale Futuro nazionale?

Il Mpa dice sì allo Schifani bis, asse governatore-La Russa. Rebus Fn

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PALERMO – E alla fine arrivò anche il Movimento per l’autonomia. Anche la componente più spigolosa e puntuta del centrodestra siciliano ha dato un sostanziale via libera a un eventuale mandato bis del governatore Renato Schifani.

Schifani bis, le parole di Raffaele Lombardo

L’occasione è stata data dall’inaugurazione della mostra fotografica sulla vita politica e familiare di Piersanti Mattarella. Presente il leader della colomba autonomista, Raffaele Lombardo, che all’Italpress ha spiegato: “Al di là di quello che dicono sul secondo mandato, io leggo giudizi più che positivi su Schifani. Va bene, ha rilanciato la Sicilia, ha lavorato bene. Non ho sentito una voce di dissenso a tal proposito. Quindi mi meraviglierei che all’ultimo momento si pensasse di fare una soluzione diversa”.

Parole che cementano ulteriormente la posizione dell’attuale presidente della Regione, fortemente convinto della necessità di continuare il suo lavoro a Palazzo d’Orleans per un secondo mandato. Se il via libera di partiti come la Lega, la Dc e l’Udc apparivano abbastanza scontati, così non era per il Mpa. Gli autonomisti, infatti, non hanno mai lesinato critiche all’operato del governo, ricoprendo spesso il ruolo di voce critica fuori dal coro nella maggioranza.

La Russa big sponsor di Schifani

Si chiude così l’elenco delle posizioni dei partiti di centrodestra, tutti favorevoli alla conferma dell’attuale governatore. A fine agosto era stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ad aprire le danze e a confermare le sue simpatie verso lo Schifani bis (“Se un buon presidente della Regione decide di riproporre la propria candidatura normalmente è ricandidato”). Nel 2022, alla vigilia delle Regionali, con Forza Italia e Lega che si erano messi di traverso rispetto al Musumeci bis, fu La Russa a proporre Schifani.

Tra i due un rapporto solido, confermato dalla visita del governatore al Ragalna, la ‘terrazza dell’Etna’ dove il presidente del Senato ha una residenza estiva, in occasione di EtnaForum 2026. E proprio da Ragalna La Russa ha lanciato lo Schifani bis, rimarcando però che la decisione finale spetta a Forza Italia.

Tutti gli indizi, quindi, portano dunque al secondo mandato, ma sarà il tavolo nazionale del centrodestra a decidere. La Sicilia, infatti, rientrerà in uno scacchiere che vede un’altri ‘pezzi’ pesanti, come le Regionali del 2028 in Lombardia e le Amministrative nel 2027 in diverse grandi città (Milano, Roma, Napoli e Palermo).

Schifani e La Russa
Renato Schifani e Ignazio La Russa

Falcone e Mulè alla finestra

I competitor interni a Forza Italia al momento stanno alla finestra. Marco Falcone ha abbassato i toni rispetto ad una primavera fatta di richieste di chiarimenti e cambi di passo, che hanno comunque portato ad una staffetta nella cabina di regia regionale di Forza Italia con l’arrivo di Nino Minardo al posto di Marcello Caruso. Il vice presidente della Camera, Giorgio Mulè, pur confermando la sua disponibilità a correre per la presidenza della Regione, ha riconosciuto a sua volta i meriti del governo regionale.

Incognita Vannacci per il centrodestra siciliano

Una volta risolto il rebus candidatura, però, anche per il centrodestra siciliano si porrà il tema del rapporto con Futuro nazionale. Il movimento dell’ex generale Roberto Vannacci finora ha collezionato numerosi comitati costituenti nell’isola ma manca ancora la figura del coordinatore regionale.

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Diversi i nomi che circolano: dal sindaco di Alimena Giuseppe Scrivano, con un passato che ha toccato anche la Lega, al catanese Salvatore Stefio, security manager ed ex contractor che il 12 aprile del 2004 fu rapito in Iraq dagli insorti. Anche per Stefio un passato in un’altra formazione politica, Sicilia vera di Cateno De Luca, con cui si candidò alle Regionali 2022. In lizza anche un altro nome proveniente da Catania, Marco Tanasi.

Entro fine mese dovrebbe arrivare la nomina da parte di Vannacci e del coordinatore nazionale Massimiliano Simoni. A questa scelta starebbero guardando anche diversi deputati regionali che sarebbero pronti a saltare sul carro dell’ex generale. Restano da capire il ruolo e il peso elettorale che la nuova formazione politica ‘antisistema’ potrà avere sullo scacchiere regionale. Anche su questo, e non soltanto sullo Schifani bis, il centrodestra siciliano dovrà interrogarsi.


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