PALERMO – Ammortizzatori sociali bloccati per alcuni lavoratori del centro commerciale Conca d’Oro di Palermo, danneggiato da un incendio l’1 settembre. Dopo le buone notizie sulla riapertura della perte non danneggiata dalle fiamme, per i lavoratori della cosiddetta ‘zona rossa’ arriva una batosta. Secondo i sindacati, infatti, alcune domande di accesso agli ammortizzatori sociali “non sarebbero state accolte”.
L’allarme dei sindacati per i lavoratori del Centro Conca d’Oro
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno lanciato l’allarme in una lettera inviata a pochi giorni dalla nuova riunione del tavolo tecnico permanente sulla vicenda. Destinatari, tra gli altri, l’assessorato regionale al Lavoro e l’Inps. La questione sarà quindi sul tavolo lunedì, quando gli attori del gruppo di lavoro costituito per accelerare nel percorso di riapertura dei negozi non danneggiati dall’incendio e per velocizzare le pratiche di accesso agli ammortizzatori sociali da parte dei lavoratori dei punti vendita della cosiddetta ‘zona rossa’ torneranno a riunirsi.

Cosa blocca gli ammortizzatori sociali per il Conca d’Oro
La lettera spiega inoltre cosa stia bloccando le domande avanzate dalle aziende. Istanze che riguardano soprattutto il Fis (Fondo d’integrazione salariale), che paga una parte dello stipendio ai lavoratori (l’80% circa della retribuzione globale) quando un’azienda riduce o ferma l’attività. Si tratta di uno strumento che interviene e interviene quando, per via della piccola dimensione delle aziende, non è possibile erogare la Cassa integrazione.
Secondo le informazioni giunte ai sindacati, alcune domande presentate da alcune aziende non sarebbero state accolte, o sarebbero comunque ferme, perché mancherebbe un documento che attesti “l’indisponibilità o l’inagibilità dei locali” in seguito all’incendio. La questione era già stata sollevata nel corso della riunione del tavolo tecnico dell’11 settembre. Da quella riunione, secondo quanto segnalano i rappresentanti dei lavoratori, i documenti necessari risultavano “già trasmessi” attraverso “i previsti canali comunali”.
Appello alla Regione e all’Inps
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, attraverso i propri rappresentanti Giuseppe Aiello, Salvo Spitalieri e Ida Saja, ora chiedono che sia fatta chiarezza. Obiettivo della missiva è fare luce sull’assenza del documento decisivo che deve mettere nero su bianco lo stop alle attività del centro commerciale. I sindacati chiedono poi all’assessorato regionale al Lavoro di attivare “con la massima urgenza” ogni interlocuzione con l’Inps e gli altri enti coinvolti. Il tutto “affinché sia immediatamente verificato lo stato delle procedure e siano individuate e rimosse eventuali criticità documentali” che impediscono la definizione delle istanze già presentate.
Forzinetti: “In contatto con l’Inps per risolvere il problema”
“Sto seguendo personalmente e con la massima attenzione, sin dalle prime ore, la vicenda del centro commerciale Conca d’Oro e sono in costante contatto con tutti i soggetti interessati, a partire dalla direzione dell’Inps, con la quale abbiamo avviato da subito un’interlocuzione diretta per agevolare la definizione delle pratiche relative agli ammortizzatori sociali”, assicura l’assessore alle Attività produttive del Comune di Palermo, Giuliano Forzinetti.
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“Per quanto di competenza del Comune, i miei uffici, a seguito di quanto emerso durante l’ultima riunione, hanno già formalizzato e inviato la documentazione relativa alla sospensione delle attività interessate dall’incendio – spiega -. Allo stato, pertanto, non risultano documenti mancanti di competenza comunale che possano impedire la prosecuzione delle procedure per il riconoscimento degli ammortizzatori sociali”.
“Parallelamente prosegue il lavoro per la riapertura delle attività commerciali – conclude Forzinetti -. La curatela si è impegnata a realizzare con la massima rapidità tutti gli interventi necessari per consentire la riapertura in condizioni di piena sicurezza. L’obiettivo resta quello che ci siamo posti fin dall’inizio: accelerare al massimo la riapertura delle attività che possono tornare operative e, per quelle che dovranno attendere più a lungo, assicurare ai lavoratori l’accesso agli ammortizzatori sociali senza ulteriori ritardi”.




