Catania, aggressione pronto soccorso San Marco: la Cisl interviene

Aggressione al pronto soccorso del San Marco, l’allarme della Cisl

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"Presidi fissi delle forze dell'ordine e chiarezza sulle body cam"

La Cisl Funzione Pubblica, con il Segretario Generale Danilo Sottile e i dirigenti Angelo Pirreco, Calogero Coniglio, Leo Pidarà e Mario Lauceri, esprime la più ferma condanna per la grave aggressione avvenuta al pronto soccorso dell’ospedale San Marco, che ha coinvolto operatori sanitari e personale della vigilanza privata. “La situazione nei Pronto Soccorso cittadini sta peggiorando in maniera preoccupante, esponendo quotidianamente lavoratrici e lavoratori a rischi che non possono più essere considerati accettabili – sottolineano i dirigenti Cisl FP – non bastano più le parole né le condanne di rito di fronte a un allarme che il sindacato denuncia da tempo. Chi lavora ogni giorno per garantire la salute dei cittadini non può essere costretto a vivere e lavorare nella paura di subire aggressioni”.

Aggressione al pronto soccorso del San Marco

Per la Cisl FP è quindi necessario accelerare sul fronte della sicurezza, a partire dalla presenza di presidi fissi e continuativi delle forze dell’ordine all’interno dei pronto soccorso, superando una logica fatta di interventi temporanei che, alla luce degli episodi registrati, non appare più sufficiente a garantire adeguata tutela al personale. “Di fronte all’ennesima aggressione, le sole parole e le condanne di rito non sono più sufficienti – dichiarano il Segretario Generale Danilo Sottile e i dirigenti Angelo Pirreco, Leo Pidarà e Calogero Coniglio –. I nostri operatori sanitari e il personale della vigilanza non possono e non devono continuare a lavorare nella costante paura di subire violenze. Chiediamo fatti concreti e risposte immediate. Il ripristino di presidi fissi e continuativi delle forze dell’ordine nei punti di emergenza rappresenta una misura ormai inderogabile”.

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Sicurezza negli ospedali, il nodo delle body cam

Accanto alla presenza delle forze dell’ordine, la Cisl FP pone l’attenzione anche sulla questione delle body cam, strumenti che, pur non potendo rappresentare da soli una soluzione al problema della violenza, possono contribuire alla tutela del personale e alla documentazione di eventuali episodi di aggressione. “Riteniamo necessario fare chiarezza anche sulla situazione delle body cam – proseguono i dirigenti sindacali – a quanto ci risulta, i dispositivi sono già operativi al Policlinico, mentre al San Marco non risulterebbero ancora attivati. Se così fosse, sarebbe necessario comprendere le ragioni di questa differenza tra presidi della stessa azienda e procedere rapidamente all’estensione delle dotazioni di sicurezza al personale maggiormente esposto”.

Per la Cisl FP, tuttavia, la sicurezza nei luoghi di cura non può essere affidata esclusivamente a controlli e dispositivi. Serve un intervento strutturale delle istituzioni, accompagnato da un’azione di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza, per riaffermare il rispetto verso chi ogni giorno lavora al servizio della salute pubblica. I dirigenti, nel rinnovare la propria solidarietà ai lavoratori coinvolti nell’aggressione, ribadiscono infine che continueranno a portare la questione nelle sedi istituzionali competenti, chiedendo interventi concreti e tempestivi per garantire condizioni di sicurezza e dignità a tutto il personale che opera nei pronto soccorso.


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