PALERMO – “Signora, ma che è, gara? Non lo vede che l’autobus è pieno?”, domanda una ragazza a una donna anziana che, spintonando chiunque, corre all’interno del 101 alla ricerca disperata di un posto libero. Il mezzo è colmo di gente e anche respirare è difficile. Un viaggio da incubo fin dai primi istanti, la vettura si guasta e occorre attendere quella sostitutiva. Di fronte alla porta d’ingresso del bus appena arrivato, tre ragazze catanesi in vacanza a Palermo, a stento riescono a muoversi, strette tra la folla. “Laura, ogni volta che vengo a Palermo è così”.
Pochi istanti dopo sale sul bus un altro gruppo di passeggeri, tra cui un signore di mezza età. “Non avrei dovuto lasciare la macchina a casa! – esclama sventolando un giornale come se fosse un ventaglio –. Ho atteso il 101 per 45 minuti e arriverò in ritardo”.
Non bastano le lunghe attese alle fermate degli autobus, dove le pensiline sono spesso circondate dai rifiuti maleodoranti e tappezzate di scritte poco gradevoli alla vista. Chi sale sui mezzi si stanca. “Signorina, ormai ci siamo abituati. E che è novità? Prendo l’autobus da trent’anni e si va sempre a peggiorare”, racconta con tono sconsolato un uomo che si regge in piedi con il suo bastone di legno.
Percorrere in autobus la tratta – tutta intera o a singhiozzi – che va dalla stazione centrale a Mondello richiede una buona dose di pazienza. Ad affollare la linea 806 non sono soltanto palermitani e turisti, ma anche orde di ragazzini con una visione tutta loro del rispetto. “Se fosse solo per i ritardi, potrei anche metterci una pietra sopra. Ciò che mi sorprende è il baccano e la maleducazione di alcune persone – racconta Elisabetta Monti, in vacanza da Ravenna -. I servizi pubblici sono inefficienti, sono qui da cinque giorni e maledico il fatto di non aver affittato una macchina”. E sono frequenti anche le liti tra i gruppi scalmanati di giovani e gli ambulanti, che spesso vengono presi di mira per il semplice fatto di essere stranieri.
“Pagare 32 euro di abbonamento mensile per aspettare l’autobus in ritardo e per di più sotto il sole non è proprio il massimo”, dice Lia, una palermitana sulla cinquantina che spesso viaggia sugli autobus. “Passa anche la voglia di andare in spiaggia – racconta una ragazza in infradito e pareo da mare che abita nei pressi della stazione –. Per andare a Mondello ogni volta è un’odissea e non vedo l’ora di scendere dai mezzi. Se sono fortunata ci impiego un’ora”.
Questa, la cronaca quotidiana di chi prende gli autobus impossibili di Palermo.

