PALERMO – Sarà in distribuzione da lunedì il nuovo giornale del comune di Palermo: una pubblicazione aperiodica, di 16 pagine a colori e spillate, presentata come supplemento di Panormus e che è stata stampata in 50mila copie. Si chiama “Palermo in Comune” e nasce come espressione della Consulta delle Culture, anche se “sarà il giornale di tutta la città, il più diffuso e che darà voce a tutti”, come precisa l’assessore Catania.
Fino al 2017 saranno stampati 12 numeri (50mila copie l’uno), per un costo totale (comprese grafica e impaginazione) di 65mila euro. “Praticamente dieci centesimi a copia – ha spiegato Catania, nel corso della conferenza stampa a Sala delle Lapidi insieme al sindaco Orlando, al presidente della Consulta Adham Darawsha e al presidente della Prima commissione Juan Diego Catalano – vogliamo far vivere le comunità della città come parte integrante di Palermo. Questa pubblicazione parlerà della città e della sua dimensione interculturale. Non è il giornale della consulta, ma dà voce a tutti”.
Il direttore sarà Girolamo D’Anneo, funzionario comunale, mentre quello editoriale sarà Orlando. Gli articoli sono stati scritti gratuitamente da consiglieri della Consulta e impiegati comunali. La distribuzione avverrà presso gli uffici comunali, le associazioni che si occupano di immigrazione, la questura, la prefettura, l’Asp, la Caritas, il centro Astalli ed Emergency. “Siamo tra le 16 città europee invitate al consiglio d’Europa per parlare di diritti e mobilità. Questa è la rivista dell’amministrazione”, ha commentato il primo cittadino. “È il passo successivo alla Carta di Palermo e rende evidente l’essenza creola della città. L’amministrazione sapeva che si sarebbe arrivato a questo punto”, ha aggiunto Catalano.
LE REAZIONI
“L’iniziativa appare spropositata e non è autorizzata dal consiglio comunale – dice il capogruppo Fi Giulio Tantillo – se la spesa ricadrà sulle casse del Comune, sarà immediatamente pronto l’emendamento in sede del prossimo bilancio che toglierà quelle somme. Daremo battaglia, è una iniziativa di parte e lo dimostra il fatto che erano presenti solo consiglieri del Mov139, mentre nessun componente del centrodestra è stato invitato. Questo non è un giornale di Palazzo delle Aquile e apre di fatto la campagna elettorale”.
“Non si capisce perché, nel 2015, il Comune ricorra a un giornale cartaceo, quando poteva creare una rivista on line che sarebbe stata meno costosa e sicuramente più letta. Questi 65 mila euro potevano essere spesi meglio e sicuramente non si può dire che questo sia il giornale della città, altrimenti non si capisce perché non sia passato da un confronto con il consiglio comunale che della città è la massima espressione. Inoltre lascia perplessi il numero smisurato delle copie, di gran lunga superiore a quello dei quotidiani cittadini. Invitiamo pertanto l’amministrazione comunale a occuparsi seriamente della comunicazione istituzionale mettendo mano per esempio all’ufficio stampa, da tempo in sofferenza e che rappresenterebbe uno strumento essenziale per il Comune. Non vorremmo che questo giornale sia semplicemente un anticipo della prossima campagna elettorale”. Lo dice il consigliere del Pd Salvo Alotta.

