PALERMO – Da 16 componenti a 10, o forse anche di meno. Le prossime elezioni Comunali di Palermo faranno scattare una vera e propria cura dimagrante per i consigli delle otto circoscrizioni della quinta città d’Italia, ossia i parlamentini di quartiere dalle poche funzioni ma dai costi salati (in totale quasi 2 milioni l’anno). Consigli che rappresentano, spesso e volentieri, il trampolino di lancio di una carriera politica e che fino ad oggi sono stati molto ambiti, come si capisce anche dalle trattative in corso all’interno dei partiti per la formazione delle liste delle prossime Amministrative. Il Comune, in realtà, ha delegato a questi consigli ben pochi poteri che però restano l’obiettivo di molti aspiranti candidati. Peccato che dalle prossime elezioni cambierà molto.
La legge 11 del 2015 ha infatti introdotto una novità di non poco conto: ogni consiglio di circoscrizione passerà dai 16 componenti attuali (15 consiglieri oltre al presidente) a massimo 10 (presidente compreso). Un taglio di sei poltrone che, moltiplicato per otto circoscrizioni, fa 48 posti in meno. Per non parlare del fatto che la legge 17 del 2016 (articolo 3, comma 3) ha introdotto un altro meccanismo: ha diritto al seggio anche il miglior sconfitto, tra i candidati a presidente, che abbia preso almeno il 20% dei voti. In pratica, i posti in palio (al netto dei presidenti) potrebbero scendere a otto.
Tutto qui? No, perché le novità potrebbero non essere terminate. La legge 11 del 2015, infatti, dice che i componenti dei consigli di circoscrizione non possono essere più di 10, ma non fissa un numero preciso. In pratica, è il consiglio comunale a dover decidere da quanti consiglieri saranno composti i prossimi consigli di circoscrizione di Palermo. “Nel caso in cui Sala delle Lapidi non si pronunciasse in tempo – avvisano gli uffici – verrebbe nominato un commissario ad acta e sarebbe lui a decidere”.
A Palazzo delle Aquile è scattato l’allarme e la macchina si è messa in moto, dopo che la commissione speciale che si sta occupando della revisione dello Statuto, guidata dal forzista Giulio Tantillo, ha sollevato il problema. “Il comune di Palermo è in ritardo – spiega Tantillo – c’era tutto il tempo per agire con calma, mentre adesso sarà una corsa contro il tempo. La legge ci invita a rimodulare la rappresentanza nelle circoscrizioni e noi riteniamo che questa debba essere proporzionale al numero degli abitanti”.
Una proposta, quella dell’azzurro, che rischia di essere dirompente. La legge infatti prevede già un principio di proporzionalità in base al numero degli abitanti per stabilire da quanti componenti devono essere formati la giunta o il consiglio comunale, ma nulla dice sulle circoscrizioni. “La Prima e l’Ottava, cioè la meno e la più popolosa, non possono avere entrambi 10 consiglieri – dice Tantillo – Nessuno vuole penalizzare i territori, ma bisogna mettere ordine”.
La proposta di Tantillo è di prevedere per la Prima circoscrizione, che conta 27 mila abitanti ed è quindi la più piccola, 3 consiglieri più il presidente; per la Seconda (75 mila abitanti), la Terza (78 mila), la Sesta (77 mila) e la Settima (80 mila) 5 consiglieri e il presidente; per la Quarta (109 mila) 7 consiglieri più il presidente; per la Quinta (121 mila abitanti) e l’Ottava (126 mila) 9 consiglieri più il presidente.
“Ovviamente, di questi seggi uno andrebbe al candidato presidente sconfitto più votato che abbia ricevuto almeno il 20% delle preferenze – puntualizza Tantillo – siamo comunque disponibili a confronto d’aula per far superare la vicenda con un accordo ampio, senza imposizioni o fughe in avanti. Del resto, nella bozza di Statuto inviata alla giunta si riporta il numero di massimo 10 componenti, in attesa che il nuovo regolamento preveda i numeri per ogni circoscrizione”.
Adesso la parola passerà a Sala delle Lapidi, che dovrà così disciplinare a pochi mesi dalla campagna elettorale una materia delicatissima. Il taglio da 48 poltrone potrebbe quindi essere assai più consistente, pur essendo queste postazioni ambite. Ogni consigliere di circoscrizione, ad oggi, può arrivare a guadagnare un massimo di 14 gettoni di presenza al mese, di cui ognuno del valore di quasi 95 euro lordi, oltre ai rimborsi benzina (se abita fuori città) e al rimborso dello stipendio al proprio datore di lavoro, se dipendente privato.
“L’assessorato al Decentramento ha previsto il tema nel nuovo regolamento che assorbe i due attuali e che abbiamo mandato tempo fa in consiglio – dice l’assessore Giusto Catania – nel regolamento si aggiornano vari aspetti come l’elezione del presidente da parte dei cittadini e il numero di 10 consiglieri, presidente compreso, per ogni consiglio”.
LE REAZIONI
“La riduzione dei consiglieri di circoscrizione e quindi del loro costo, percepito come inutile da tutti i cittadini, sembra una cosa logica e da fare subito, se realmente può farsi. Ma sarà capace di farlo il consiglio comunale, un organo politico che storicamente ha utilizzato i consiglieri di circoscrizione per favorire cordate di gruppi che si aiutano per le elezioni?”. Lo dice il capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo, Filippo Occhipinti. “Sembra pura propaganda elettorale, una cosa che doveva essere affrontata il giorno dopo l’entrata in vigore della legge e stranamente non è stata proposta dagli uffici – dice Occhipinti – A questo punto è meglio che il tema sia affrontato da un commissario ad acta che è sicuramente più sereno di un consiglio comunale che tra tre mesi va al rinnovo, con una delle campagne elettorali più difficili della storia. Inoltre ha senso mantenere le circoscrizioni solo se diventano piccoli municipi con tanto di vero decentramento di deleghe e risorse, così come sono vanno solo abolite perché rappresentano stipendifici perfettamente inutili. Noi siamo pronti a tutte le modifiche che permetteranno di rendere un servizio ai cittadini, al minor costo possibile. Ma nel passato molte forze politiche hanno bloccato qualsiasi possibilità di decentramento, anche in questo consiglio”.
“Non mi stupisce affatto che il consigliere Tantillo che lavora da 5 anni contro il decentramento e contro le circoscrizioni possa chiedere un ulteriore taglio – dice Pietro Pellerito della Settima circoscrizione – Capisco bene che per lui è una grande sofferenza dover mantenere in vita degli organi che potrebbero con immediatezza essere attivi ed efficienti per la città. Decentrare significa innovare, ed oggi sono davvero pochi i consiglieri comunali che riescono ad avere un visione di città che si proietti nel futuro. Pur condividendo la riduzione di un parte dei consiglieri, la vera grande battaglia per la città dovrebbe orientarsi per l’attivazione delle deleghe alle circoscrizioni, affinché gli organi decentrati siano di servizio alla città, se il consiglio comunale si ostina ad ostacolare l’operato delle circoscrizioni diventa di troppo anche un solo consigliere, mi auguro invece che prevalga il buon senso, si operi per l’efficientamento degli organi politici decentrati”.
“E’ falso che la legge chiede al comune di rimodulare la rappresentanza nelle Circoscrizioni – dice Pietro Gottuso, presidente della Settima circoscrizione – E’ falso che la Regione nomini un Commissario ad acta per tale motivo, basta leggere l’articolo 5 della suddetta legge. Il Commissario ad acta la regione lo nominerà qualora il Consiglio Comunale continui a non attuare il decentramento politico ed amministrativo. Inoltre, non é scritto in nessuna norma che i rappresentanti delle Circoscrizioni devono essere proporzionali ai propri residenti, né tantomeno nel diritto pubblico possono essere adottate analogie. La proposta che é stata avanzata, é la proposta di un solo rappresentante del consiglio comunale, ma non é la proposta di Forza Italia, che é per la buona politica, non per l’antipolitica. Una riduzione di rappresentanza, é sempre una riduzione di democrazia”.

