Monastero pignorato, rischio asta | Un comune col fiato sospeso - Live Sicilia

Monastero pignorato, rischio asta | Un comune col fiato sospeso

La polemica tra sindaco ed ex sindaco dopo il pignoramento del bene.

Frazzanè
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MESSINA – Il sindaco di Frazzanè, Gino Di Pane, pur confermando che l’antico monastero del paese del Messinese è stato pignorato tramite il suo legale, l’avvocato Salvatore Cinnera Martino, assicura “che la Sovrintendenza di Messina, su iniziativa del Comune, ha dichiarato il Convento di Fragalà bene inalienabile di talché, contrariamente a quanto viene lasciato presagire, non v’è alcuna possibilità, ad oggi, che lo stesso sia venduto all’asta”. “Ovviamente, – prosegue la nota – né il sindaco né l’amministrazione comunale potevano prevenire il pignoramento, che ci si augura sarà presto dichiarato illegittimo”.

“È opportuno precisare – aggiunge il legale – che, nonostante gli sforzi compiuti dal Comune, con l’avvocato Benvegna non è stato possibile alcun accordo; perché il legale, piuttosto che la somma accordatagli dal provvedimento con il quale ha iniziato l’esecuzione ha specificato al Comune di Frazzanò che avrebbe “accettato”, per chiudere i contenziosi da lui nel frattempo promossi, la somma di 25.368 euro. In riguardo a tali contenziosi v’è, peraltro, da segnalare che il pignoramento del Convento di Fragalà, stante il vincolo imposto dalla Sovrintendenza, sarà, con ogni probabilità, dichiarato nullo od improcedibile. È dunque incontestabile – conclude la nota – che il Sindaco ed il Comune di Frazzanò hanno agito e stanno agendo a tutela del patrimonio dei cittadini, non solo di quello storico e artistico”.

Ma il consigliere dell’opposizione ed ex Sindaco di Frazzanò Antonio Carcione replica: “Si rischia la vendita all’incanto del Convento Basiliano di Fragalà, con i suoi arredi, tra cui un’opera di altissimo valore artistico, storico e sociale”. “Ricordo che il Comune – aggiunge – dopo la notifica dell’atto di pignoramento immobiliare, ha proposto opposizione eccependo la impignorabilità del bene e chiedendo la sospensione dell’esecuzione. Il Tribunale ha rigettato l’istanza di sospensione, ritenendo che il bene possa essere venduto agli incanti, ed ha ordinato al perito ed al custode di proseguire nei loro adempimenti, fissando al 15 dicembre il termine al Ctu per il deposito della sua relazione di stima, dopodiché, all’udienza del 24 gennaio prossimo le parti compariranno davanti al Tribunale di Patti che dovrebbe adottare i provvedimenti, fra cui la vendita”. “Gravissimo – conclude Carcione – è il danno erariale ai beni culturali e alla comunità di Frazzanò, alla Sicilia e al patrimonio dell’umanità, dato lo straordinario pregio storico e architettonico del Monastero e dei suoi arredi”.

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