Alla fine un difficile accordo le Regioni lo hanno raggiunto. È andata a buon fine la riunione di ieri con il ministro Francesco Boccia. Che ha partorito un’intesa politica raggiunta tra Regioni e ministero sul testo attuativo dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione, cioè la norma sul federalismo. Il testo andrà inserito sotto forma di emendamento al disegno di legge di bilancio e riguarderà le regioni ordinarie e speciali. Non solo. A quanto si apprende, Boccia potrebbe venire in Sicilia la settimana prossima e partecipare a una riunione della giunta regionale.
Al centro della non facile intesa ci sono i Lep, cioè i livelli essenziali delle prestazioni, quel pezzo di riforma. E quindi la perequazione, quel pilastro della riforma federalista rimasto lettera morta che dovrebbe garantire il Sud dagli esiti negativi del federalismo fiscale ed evitare che la maggiore autonomia per le regioni del Nord si traduca in una sostanziale secessione mascherata che abbandoni definitivamente al suo destino il Mezzogiorno.
Alla Conferenza Stato-Regioni si trovato un accordo che mette al primo posto proprio i Lep, cioè quei libelli minimi di efficienza che vanno garantiti nei servizi pubblici su tutto il territorio nazionale, evitando sperequazioni enormi tra le parti ricche e quelle povere del Paese, come invece accade oggi sul fronte di diversi servizi essenziali, come scuole o asili. I rappresentanti delle regioni del Sud – per la Sicilia era presente il vicepresidente della Regione Gaetano Armao – hanno protestato per i mancati trasferimenti, si parla di un “furto” da 62 miliardi all’anno, di cui è vittima un pezzo d’Italia che si va impoverendo e soprattutto spopolando anno dopo anno con una tendenza ormai drammatica.
L’aver messo al primo posto del dibattito la perequazione e i Lep ha soddisfatto le richieste delle regioni del Sud, che hanno espresso apprezzamento. Primo assenso anche da parte dei governatori del Nord, che spingono per l’autonomia differenziata. Il governatre veneto Zaia parla di “primo assenso a un testo che deve avere alcuni aggiustamenti”. I Lep, ha detto Boccia, si faranno entro dodici mesi dalla firma dell’intesa e varranno per tutti. “La bozza ha un elemento fondamentale, cioè senza livelli essenziali di prestazioni non si fa l’autonomia differenziata – commenta il governatore della Puglia Michele Emiliano -. Quindi per il Mezzogiorno questa e’ una garanzia importantissima, perché il Mezzogiorno nella spesa ordinaria (e quindi nella spesa storica) e’ molto pregiudicato nel nostro Paese”. Boccia ha parlato di “cintura di sicurezza” per il Sud. Soddisfatto anche l’assessore Armao che sottolinea come in base all’accordo della maggiore autonomia concessa eventualmente ad altre regioni beneficerà anche la Sicilia.
Ora il testo andrà in Consiglio dei ministri per l’approvazione, poi toccherà al Parlamento pronunciarsi, e non dovrebbe più esserci la formula del prendere o lasciare per le Camere.

