Anziani al voto in casa di cura |Il caso finisce in Parlamento

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Question time dei grillini

INCHIESTA DELLA PROCURA
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2 min di lettura

CATANIA – Il caso degli anziani disabili che avrebbero votato per il Pd nella casa di cura Villa Regina finisce in Parlamento. I deputati del Movimento 5 stelle chiederanno al ministro dell’Interno Marco Minniti di rispondere per spiegare cosa sia accaduto.

“In base all’articolo 48 – sottolineano i deputati del Movimento 5 stelle – della Costituzione il diritto di voto «non può essere limitato se non per incapacità civile, o per effetto di sentenza penale irrevocabile oppure nei casi di indegnità morale indicati dalla legge» e, pertanto, le condizioni di salute non possono limitare l’esercizio di tale diritto; molte leggi sono state approvate per rendere sempre più reale il diritto di voto per le persone disabili”.

(VIDEO) Un caso che è stato sollevato da Striscia la notizia, grazie a un video realizzato con il cellulare dal figlio di una signora 88enne, ricoverata in gravi condizioni dopo due ictus, che risulterebbe aver votato “per il candidato Luca Sammartino del Pd”. Intervistato da LiveSicilia, Sammartino ha respinto ogni accusa prendendo le distanze da quanto sta emergendo dalle inchieste giornalistiche.

(VIDEO) Angelo Borzì, titolare della casa di cura Villa Regina, ha spiegato che l’anziana in questione, che risulta “inabile alla firma”, “può votare tranquillamente con la mano sinistra visto che la destra è semiparalizzata”. Borzì ha aggiunto che durante la campagna elettorale, la casa di cura ha “sponsorizzato” Luca Sammartino, ma tutto “è avvenuto alla luce del sole, in un incontro avvenuto il 24 ottobre 2017”.

Durante il Question time è intervenuto Gianluca Rizzo, del Movimento 5 stelle, che ha parlato di “pratiche indecenti utilizzate per estorcere il voto dei disabili che sarebbero stati utilizzati per votare Luca Sammartino del Pd; chi opera in tal modo è un mostro”.

Minniti ha replicato spiegando che “in relazione agli aventi diritto al voto, talune categorie che risultavano escluse dall’elettorato attivo, godono in pieno del diritto di voto in tutte le consultazioni elettorali. Per quanto concernente il caso sono in corso indagini della Digos su delega della Procura di Catania”.

Ha concluso il question time Francesco D’Uva: “Non siamo soddisfatti dalla sua risposta, avevamo chiesto il monitoraggio dell’Osce, lei ci ha mentito, i controlli speciali possono essere predisposti anche dal suo dicastero. Perché non ha fatto la stessa cosa per la Sicilia? Perché non avete fatto niente nonostante il lungo elenco di impresentabili?

È chiaro a tutti che considerate la Sicilia un serbatoio di voti. Siamo fiduciosi che i cittadini liberi sapranno chi scegliere alle prossime elezioni libere”

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