Handy, rivolta delle mani siciliane |Il film d'esordio di Cosentino

Handy, rivolta delle mani siciliane |Il film d’esordio di Cosentino

Il film ambientato in Sicilia che ha conquistato i festival americani.

Taormina FilmFest
di
3 min di lettura

CATANIA – È stato il film di apertura della 63esima edizione del Taormina FilmFestival, ma “Handy, La rivolta delle mani siciliane”, in realtà ha già fatto il giro del mondo conquistando alcuni tra i più importanti festival internazionali e americani, soprattutto. Il lungometraggio è scritto, diretto e prodotto dal regista di origini siracusane ma vissuto sempre a Catania, Vicenzo Cosentino (35 anni). Handy è un film ambientato in una Sicilia lontana dai cliché, in cui Cosentino parte volutamente da una prospettiva diversa . Niente carretti, cassate, intercalari o scene ispirate al Padrino. La trama punta ad altro: a liberare l’isola (e le mani) da stereotipi e visioni preordinate. “Nasce dall’idea di voler creare qualcosa di completamente diverso – spiega Vincenzo Cosentino a LiveSicilia – rispetto ai film che solitamente vengono ambientati in Sicilia e che potesse essere anche metafora del siciliano”.

Il film racconta di uno scrittore che per trent’anni scrive con la mano sinistra ignorando la mano destra. Ad un certo punto, la mano destra stanca di non essere mai valorizzata, decide di staccarsi e scrivere le storie per conto suo. Handy poi incontra Manicure, un’altra mano. I due s’innamorano e iniziano un viaggio fatto di gioie e di dolori. Ma il gesto di Handy non lascia indifferenti le altre mani. Anzi. Trascorre poco tempo e si scatena un vero e proprio quarantotto con migliaia di mani che, stanche di vivere sottomesse, decidono di ribellarsi staccandosi dai legittimi proprietari. In poco tempo si consuma una faida che vede contrapposte mani contro umani. La Sicilia si ferma. Lo scenario è da fine del mondo. Gli umani si ritrovano a non poter fare più nulla senza le loro mani.

“E’ un po’ quello che accade a tanti siciliani – spiega Cosentino – che emigrano per trovare lavoro o perchè non si sentono adeguatamente considerati o gratificati per i loro meriti. Se una mano ha ottenuto la libertà allora anche gli altri hanno pensano di potercela fare. A dimostrazione che non siamo vincolati da nulla, se crediamo di poter fare qualcosa possiamo riuscirci. E possiamo farlo solo se abbiamo il coraggio di uscire dalla nostra routine e dalla nostra confort zone”. Un concetto che richiama fortemente anche la storia dello stesso Vincenzo Cosentino che ha realizzato il film disponendo di poche risorse, riuscendo infine nell’impresa di auto distribuirlo nelle sale siciliane. “Diciamo che ho fatto un po’ il percorso di Handy. Handy è già stato proiettato diverse volte in America, è un film che mi sono auto prodotto senza finanziamenti. Oltre a produrlo grazie ai guadagni che ho ottenuto presentando le prime versioni nei vari festival internazionali, l’ho poi anche distribuito nell’aprile del 2017 nei cinema siciliani. Sono riuscito a farlo tramite una raccolta fondi popolare. Ed è andata molto bene”. A vedere Handy al cinema sono stati oltre 4700 paganti, con un incasso che ha superato Fast and Furious. Vincenzo Cosentino ha vissuto gli ultimi anni della sua vita all’estero. Da poco tornato a Catania dagli Stati Uniti è qui per tentare di distribuire il film nelle altre sale italiane. “E sono stato davvero onorato che adesso sia stato selezionato per aprire il Taormina FilmFestival”.

Al taormina filmfest appena conclusosi, – kermesse quest’anno segnata dalle controversie giudiziarie e per questo tornata un po’ alle origini, in una veste meno patinata ma comunque ricca di contenuti – hanno partecipato anche altri catanesi. Fra cui l’attrice catanese Guia Jelo.

 

 

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI