CATANIA. Continuano ad ingrossarsi le file del fronte del Sì sul referendum che domenica 17 aprile chiederà agli italiani di esprimersi sulle trivellazioni nei mari. L’ultimo a scendere in campo è il leader del movimento civico #Diventeràbellissima, Nello Musumeci che stamane ha organizzato una conferenza stampa dal titolo #labellezzanonsitrivella, proprio al Porto di Catania, per spiegare nel dettaglio le ragioni del Sì. “Non a caso abbiamo voluto – ha detto – tenere questo incontro sullo sfondo del nostro mare che intendiamo tutelare votando sì domenica. E’ necessario preservare le risorse ambientali. L’esperienza di questi ultimi cinquant’anni dimostra come l’industria petrolifera abbia solo prodotto veleno, mantenendo un livello occupazionale bassissimo e senza alcun tornaconto sul piano economico. Basti pensare – prosegue Musumeci – che noi siciliani paghiamo la benzina ad un costo superiore rispetto alle regioni del Nord Italia. Votando Sì possiamo fermare le trivellazioni entro le 12 miglia marine della costa, cancellando la norma che consente alle società petrolifere di avere concessioni di ricerca o estrazioni senza limiti di tempo”.
Secondo Musumeci votando Sì, gli italiani potranno rendere libera la Sicilia dall’azione delle lobby, non lasciando così che l’ecosistema siciliano venga ulteriormente sacrificato. “Votare Sì – ha aggiunto – non consente automaticamente il rinnovo delle concessioni. Chi vuole dunque continuare a sfruttare il nostro mare lo potrà fare solo osservando le logiche e i limiti imposti dalle norme comunitarie”. Per quanto riguardo le ragioni sostenute dal fronte del no, secondo cui fermando le trivelle non si ridurranno affatto i rischi di inquinamento nel mare, ma al contrario questi aumenteranno a causa di un conseguente incremento dell’afflusso di petroliere nelle acque, Musumeci afferma: “Il nostro petrolio non basta neanche all’1% – ha spiegato l’onorevole – del fabbisogno quindi le petroliere continueranno a navigare nel mediterraneo come avviene già. Noi abbiamo tutto il diritto di chiedere e di difendere lo sviluppo di un modello energetico pulito e sostenibile. Non è un caso che tutte le associazioni dei pescatori siano con noi, così come tutte gli operatori turistici. La tutela delle risorse ittiche e dello sviluppo balneare sono risorse di cui la Sicilia ancora oggi non gode appieno”.
Sulle paventate ipotesi, invece, di ricadute occupazionali che ne deriverebbero da un’eventuale vittoria del Sì, Musumeci sottolinea: “Non ci saranno conseguenze per tutti coloro che operano nel comparto petrolifero. Le concessioni – ha continuato – si potranno rinnovare ma in un contesto che non sarà più quello permissivo come è stato finora. Se si investisse invece nelle bio energie opereremmo in un contesto migliore. Quando il fronte del NO sostiene che la vittoria del Sì determinerebbe nuove sacche di disoccupazione sa bene di dire una fesseria. Caso eloquente è il polo petrolchimico di Gela, dove i devastanti licenziamenti del personale dipendente siano stati dettati solo dalle scelte infelici dei petrolieri”.
Il presidente della Commissione regionale Antimafia si scaglia poi duramente contro le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano in cui invita gli italiani a non andare a votare domenica, considerando l’astensione al voto un fatto costituzionalmente legittimo. Dichiarazioni subito rilanciate dal premier Matteo Renzi che ha definito il referendum “una bufala”. “E’ una vigliaccata, non una posizione politica. – commenta Musumeci – Non è mai accaduto in settant’anni di repubblica che un rappresentante delle istituzioni mettesse in dubbio la legittimità di un referendum incitando la gente a disertare il referendum. Sì può votare quel che si vuole, ma si deve andare a votare. Non possono un capo del Governo e un emerito ex presidente delle Repubblica caldeggiare l’ipotesi di non esprimersi su scelte politiche. Significa delegittimare un’istituzione di partecipazione democratica e educare la gente all’astensione”. E aggiunge: “E’ vergognoso che il governo regionale e nazionale abbiano assunto una posizione sub alterna nei confronti dei petrolieri” – ha concluso Nello Musumeci.
Assieme a Musumeci stamattina presente anche l’onorevole, Fabio Granata. “La Sicilia ha già dato. Ecco perché votare sì domenica. Crocetta assieme a Renzi sono sudditi dei petrolieri Noi dobbiamo voltare pagina pretendere dai petrolieri l’avvio della bonifica e della rigenerazione industriale. Occorre puntare sulle nostre ricchezze legate al turismo culturale, alla pesca al mare e alle zootecnie nel rispetto dell’ambiente” – ha concluso Granata.
Ma quest’oggi al Porto c’era anche Silvia Mazza, membro del comitato #labellezzanonsitrivella. La giornalista ha prodotto un dossier in merito alle trivellazioni, quest’ultimo già pubblicato nel sito del Giornale dell’arte, nel quale critica le affermazioni di Rosario Crocetta. “Per il presidente della Regione Sicilia se al referendum trivelle vincesse il no o non si raggiungesse il quorum si avrebbero nientedimeno che 10mila nuovi posti di lavoro solo in Sicilia, cioè tante quante sono le persone che Assomineraria afferma lavorare nell’attività estrattiva in tutta Italia. Un dato che già non regge, dunque, e che appare ancora più fantasioso se lo si confronta con quello non meno irreale per cui, secondo il governo Renzi, se si raddoppiassero le estrazioni si creerebbero 25 mila nuovi posti di lavoro. In altre parole, in tutta Italia se si raddoppiassero le trivellazioni ci sarebbero 25 mila nuovi occupati, mentre nella sola Sicilia, stando solo alla prosecuzione delle trivellazioni entro i 12 km si creerebbe poco meno della metà dei nuovi posti”- conclude Mazza.

