Il caso Amt in all'Ars |Resta la preoccupazione

Il caso Amt in all’Ars |Resta la preoccupazione

Nelle casse dell'azienda di trasporto potrebbero entrare tra gli 8 e i 10 milioni, parte dei circa 30 dovuti dalla Regione. ma si teme per la redazione del bilancio. La nota di Forzese

l'audizione
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CATANIA – Soluzioni, poche, e preoccupazione, tanta. L’audiozione di stamani in quarta commissione all’Ars per definire la situazione in cui versa l’Azienda metropolitana di trasporto catanese, non è bastata per dipanare i dubbi dei sindacati in relazione alla crisi di liquidità e, soprattutto, a quello che sarà il futuro della società che vede come socio unico il Comune di Catania. Qualche spiraglio, in realtà, si starebbe intravedendo, dal momento che la conciliazione in merito ai chilometri non pagati nel periodo 2012-2013 sarebbe in dirittura d’arrivo, e dovrebbe portate nelle casse dell’azienda tra gli 8 e i 10 milioni. Poco, però, di fronte a una massa di crediti vantati molto più consistente che, nei confronti della Regione, ammonta a oltre 30 milioni.

Meglio di niente, si direbbe, soprattutto di fronte alla grave carenza di liquidità dell’Amt, costretta a tenere i mezzi in officina, a tagliare corse e a non corrispondere la cessione del quinto dello stipendio ai dipendenti. Ma i sindacati presenti oggi in riunione restano preoccupati, soprattutto per la mancanza di risposte certe per quanto riguarda il riconoscimento dei chilometri del 2014 non pagati – circa 4 milioni – e per quelli del 2016 la cui prima rata non è stata ancora saldata, che ammonta a circa 4 milioni e mezzo. Per questi, ha confermato il funzionario regionale Bellomo, servirebbe una legge ad hoc.

“Il problema, dunque, non è affatto risolto – commenta Giovanni Lo Schiavo, segretario della Fast Confsalc che ha richiesto l’audiozione di oggi. le risposte per il futuro continuano a mancare e il chilometraggio riconosciuto rimane basso”. La preoccupazione del sindacato è che non si riesca a chiudere il bilancio. Alla luce anche dei decreti ingiuntivi – l’ultimo di un milione e duecentomila euro – notificati all’azienda. E alla luce, infine, del debito che il Comune ha verso Amt e che ammonta a 25 milioni di euro.

Una massa enorme che fa il paio con i debiti maturati dall’azienda. Altri 50 milioni circa così suddivisi: 5.250.000 per spese bancarie, 17.000.000 per i fornitori, 14.000.000 per conto terzi e 15.000.000 per Inps e cassa previdenziale di categoria.

 


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