CATANIA – Dovrà affrontare un processo con l’accusa di omicidio colposo per l’incidente in cui ha perso la vita Marco Davide Catanzaro l’estate del 2013. La donna che era alla guida dell’auto con cui il giovane, all’epoca trentenne, si scontrò all’incrocio tra via della Concordia e via Alogna è infatti stata rinviata a giudizio. La decisione del Gup Santino Mirabella è arrivata dopo che il Gip D’Arrigo aveva disposto l’imputazione coatta per la conducente. La prima udienza è fissata per il 6 ottobre.
Sul caso, infatti, si erano susseguite due richieste di archiviazione da parte del pm fondate su una perizia che aveva omesso di evidenziare la lunga frenata (rilevata dai Vigili Urbani) presente sull’asfalto dopo l’incidente. I legali delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Salvo Cannata (che assiste la figlia e la convivente della vittima) e Luca Andolina (che assiste i genitori e la famiglia di Catanzaro) hanno presentato opposizione mettendo in rilievo la prima volta che mancava nella relazione del consulente dell’accusa l’elemento della frenata. Il Gip aveva rinviato gli atti al pm chiedendo ulteriori approfondimenti investigativi, la frenata però – sempre secondo il perito – non avrebbe inciso sulla dinamica dell’incidente. Alla seconda richiesta di archiviazione il Gip ha disposto l’imputazione coatta. Il Gup, ieri, ha rinviato a giudizio la donna che dovrà affrontare un processo. La vettura era priva di copertura assicurativa, per questo in caso di risarcimento si ricorrerà al “fondo vittime della strada”.

