RAMACCA – Lo avevano detto. Avevano chiesto il commissariamento del Cara di Mineo prima ancora che il centro per richiedenti asilo fosse investito dall’inchiesta Mafia Capitale e finisse al centro di un’inchiesta giudiziaria. Lo scorso 4 marzo, infatti, un gruppo di consiglieri comunali dell’area del calatino, Pietro Catania di Mineo, Lorena Grazia Mileti di Castel di Iudica, Giuseppe Lanzafame e Fabio Cusumano di Ramacca e Vito Amore di Vizzini hanno avuto un incontro con il Prefetto Federcio, proponendo, tra le altre cose, il commissariamento del Consorzio “Calatino Terra di Accoglienza”, la sospensione della gara di appalto presso il Cara di Mineo e di quello che definirono “l’inopportuno rapporto tra il Presidente del Consorzio “Calatino Terra di Accoglienza”, nonché Sindaco di Mineo Anna Aloisi e Paolo Ragusa, Presidente del Consorzio Sol Calatino che eroga una parte dei servizi nel centro CARA di Mineo”. Oltre alla tutela dei posti di lavoro e alla lotta al lavoro nero.
“Quello che è accaduto era nell’aria e qualcuno aveva visto giusto denunciando con largo anticipo quello che poi sarebbe finito nelle carte dell’inchiesta “Mondo di mezzo” – affermano i consiglieri. All’indomani dell’incontro con il prefetto – aggiungonp – il presidente dell’Anac Raffaele Cantone dichiarò che la gara di appalto del 2014 presso il Cara di Mineo era stata valutata e dichiarata illegittima”.
I Consiglieri comunali di Ramacca Fabio Cusumano e Giuseppe Lanzafame (Movimento Civico Difesa del Territorio) rincarano la dose: “Il Sindaco di Ramacca Francesco Zappalà la smetta di fare la vittima – incalzano – in due anni di amministrazione tra interrogazioni e punti all’ordine del giorno in consiglio comunale riguardo le ambiguità del centro Cara di Mineo, non ci ha minimamente ascoltato. Non ultima – proseguono – relativamente alla mozione presentata in Consiglio Comunale del 29/12/2014 dove si chiedeva l’uscita dal Consorzio Cara, in quella occasione la maggioranza dei consiglieri che sostengono con spirito libero Zappalà hanno bocciato il punto all’ordine del giorno, anzi a distanza di sei mesi non risulta nemmeno pubblicata sul sito istituzionale dell’ente la delibera di quel Consiglio comunale, tra l’imbarazzo di segretario comunale e dipendenti. Inoltre in più occasioni ha sempre dichiarato che non aveva mai riscontrato nulla di anomalo”.
Da quanto comunicano i consiglieri, anche la direzione del Pd provinciale avrebbe invitato Zappalà a dimettersi dal Cara. “Adesso che ci sono arresti e avvisi di garanzia eccellenti vuole vestire i panni del paladino e del puritano, ci sembra un po’ in ritardo il suo dietro front – affermano ancora. Si dimetta dalla carica di primo cittadino se ha un minimo di dignità politica e di rispetto verso i nostri concittadini”.

