PALERMO – Sarà inaugurato alle 19 di sabato il nuovo campo di calcio in erba sintetica di ultima generazione. La nuova struttura garantisce ottime prestazioni di gioco e risponde ai parametri d’eccellenza del club di San Lorenzo. Il nuovo impianto, inoltre, è il cuore della scuola calcio del Tc2, coordinata da Tonino De Bellis e Alvaro Biagini (5-13 anni, ogni lunedì e venerdì, dalle 15 alle 17).
“Il nuovo campo è una struttura ottima. Il fatto che sia in erba sintetica comporta una totale assenza di buche, avvallamenti o imperfezioni del terreno, e questo favorisce ottime prestazioni anche con scarpe da tennis – dice De Bellis – è luogo ideale dove insegnare e imparare il buon calcio. Senza contare che, al contrario della terra battuta, in questa struttura è possibile allenarsi senza sporcarsi: un vantaggio non indifferente anche per le mamme”.
“Quest’anno abbiamo fatto due importanti investimenti per il miglioramento degli impianti e dei relativi servizi, con particolare attenzione ai giovani – dice Roberto Rizzo, dirigente del Tc2 – secondo una politica adottata da anni, valorizzando e attrezzando gli spazi ricreativi. I due campi Play-it e il campo di calcio di nuova generazione in erba sintetica omologato per la serie A, sono la dimostrazione concreta del fatto che non abbiamo mezze misure nella ricerca della qualità dei servizi e che puntiamo a dare sempre il meglio ai nostri soci”.
Queste le caratteristiche tecniche: “Sabbia e terra artificiale fatta di materiali naturali, riso, cocco e torba. Sono queste le principali innovazioni del rivestimento del campo in erba sintetica”, dice Augusto Rizzo, “nei campi di vecchia generazione i fili d’erba affondavano in uno strato di trucioli di gomma ricavati da pneumatici riciclati, poco adatti dal punto di vista igienico e poco pratici perchè la gomma, che trattiene il calore del sole, fa aumentare la temperatura del campo ed emette un odore sgradevole (i trucioli, inoltre, andavano a finire nelle scarpe dei giocatori). Questo rivestimento, invece, è costituito, alla base, dal “geodreno”, una sorta di tessuto fornito di canalette per far drenare l’acqua piovana verso il perimetro del campo; una guaina di gomma, cui sono attaccati i fili, lunghi in tutto circa 5 centimetri; uno strato di sabbia silicea e uno di terra, composta da materiali naturali”.

