A Peppe Gennaro |è dedicata l'aula dell'Anm

A Peppe Gennaro |è dedicata l’aula dell’Anm

Non sono mancati i momenti di commozione durante la cerimonia.

L'applauso dedicato a Peppe Gennaro, a due anni dalla sua scomparsa

CATANIA – “Oggi la casa dei magistrati catanesi ha un nome e un cognome: Peppe Gennaro”. Forse basterebbero queste parole pronunciate da Antonio Nicastro, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati etnea, a sintetizzare il significato della scelta di dedicare la sala Anm al Palazzo di Giustizia di Catania al magistrato Giuseppe Gennaro, scomparso esattamente due anni fa. “Un’iniziativa fondamentale – ha aggiunto Nicastro – per dare un riconoscimento a un magistrato che si è battuto, e ne ha pagato il prezzo, per l’indipendenza della magistratura. Un riconoscimento che noi magistrati del 2017 dovevamo a chi ci ha difeso – ha detto ancora il presidente dell’Anm di Catania – in un periodo buio della nostra esistenza”.

Lo svelamento della targa

E’ stato il nipotino del magistrato a svelare la targa che porta il nome di Giuseppe Gennaro. Prima del “taglio del nastro” alla biblioteca della Corte d’Appello si è tenuta una breve cerimonia molto partecipata dove si sono susseguiti alcuni interventi. E non sono mancati i momenti di commozione e lacrime. Voce rotta e fazzoletto in mano per Bruno Di Marco, presidente del Tribunale di Catania, che ha voluto mettere nero su bianco il suo ricordo. Un legame non solo tra le aule giudiziarie ma anche fuori.

La cerimonia

Giuseppe Meliadò, presidente della Corte d’Appello di Catania, ha voluto porre l’accento su quello che Peppe Gennaro ha rappresentato per la storia moderna di chi detiene il potere giudiziario in Italia. “E’ stato maestro di tanti giovani magistrati italiani – ha detto Meliadò – Io sono stato uditore con Peppe Gennaro. Rappresentava tutto quello che di nuovo c’è stato nella magistratura italiana in questi ultimi anni. Una magistratura che cambiò pagina rispetto alla vecchia magistratura che era un po’ ossequiosa e impotente. Ecco Giuseppe Gennaro diede l’impulso forte a una magistratura né ossequiosa nè impotente. Quello che noi ricordiamo oggi – conclude il Presidente della Corte d’Appello – la figura di un grande catanese e di un grande magistrato”.

Da destra Caponcello, Bianco, Meliadò, Albamonte

“Un figlio di questa città”, lo ha definito il sindaco Enzo Bianco che ha partecipato alla cerimonia indossando la fascia tricolore. Un ricordo anche da parte del Presidente dell’Ordine degli Avvocati Maurizio Magnano Di San Lio. E per l’occasione è arrivato anche il presidente nazionale dell’Anm Eugenio Albamonte. Carica che Giuseppe Gennaro ha ricoperto per diversi anni.

Carlo Caponcello, avvocato di stato della Procura generale di Catania, nel suo breve messaggio ha voluto ricordare le lotte del magistrato Giuseppe Gennaro contro i gruppi di potere. Lotte per cui è stato attaccato. “Forse molti hanno dimenticato – ha detto Caponcello – che quando negli anni Ottanta questa città era nelle mani a diversi gruppi di potere e gruppi politici, Peppe Gennaro da solo ha istruito i primi processi che davano i segni della presenza della magistratura a Catania. All’epoca era un semplice pretore. Poi ci sono stati gli attacchi e le ingiurie di chi – ha aggiunto – aveva come obiettivo la propria visibilità. Attacchi che il presidente Di Marco ha definito ignobili e che io oggi definisco calunniosi e pur sempre interessati da progetti politici e personali. Questo non lo possiamo dimenticare, al contempo ricordo la grande dignità di Peppe Gennaro che non ha mai detto una parola in pubblico. Si è sempre difeso nelle sedi dove doveva difendersi ed è uscito vittorioso. La presenza oggi di centinaia di persone che hanno dedicato questo sabato a Peppe Gennaro è la prova tangibile non soltanto del ricordo che si ha ma -chiosa Caponcello – della presenza di questo magistrato”.

E per chiudere Antonio Nicastro si rivolge direttamente al magistrato scomparso: “Grazie Peppe Gennaro, potevamo solo dedicarti la nostra auletta, la nostra casa”.

 

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