Abbate: "Istituzionalizzare il volontariato di protezione civile"

Abbate: “Istituzionalizzare il volontariato di protezione civile”

L'auspicio del deputato regionale Dc

PALERMO – “La sicurezza del territorio e la tutela dei cittadini non possono prescindere da una Protezione Civile moderna, attrezzata e ben pianificata all’interno dei Comuni. Per questo, nell’ultima manovra finanziaria ho voluto personalmente scrivere i due provvedimenti che hanno dato il via libera a investimenti concreti per l’esercizio 2026: 2 milioni di euro ai Comuni siciliani che ne facciano richiesta per l’acquisto di mezzi e attrezzature di emergenza e 1,2 milioni di euro per supportare i Comuni per l’aggiornamento e l’attuazione dei piani protezione civile”. Lo dice Ignazio Abbate, deputato Dc all’Ars, commentando le recenti disposizioni della manovra regionale

“Nella mia lunga esperienza da sindaco – continua Abbate – ho avuto il privilegio di toccare con mano l’instancabile dedizione dei volontari. Sono stati presenti in ogni momento critico, dalle emergenze meteo alla gestione delle fragilità sociali. Ho imparato ad apprezzare non solo la loro competenza tecnica, ma soprattutto l’umanità e lo spirito di sacrificio con cui operano, spesso in silenzio e dietro le quinte”.

Il presidente della prima commissione Ars sottolinea come l’attuale scenario climatico e territoriale renda il ruolo della Protezione civile “più cruciale che mai”: “Oggi non parliamo più di eventi eccezionali, ma di una quotidianità che richiede rapidità di intervento e prevenzione scientifica – aggiunge -. Per questo, dopo aver garantito i fondi per i mezzi e i piani comunali, il mio prossimo obiettivo rimane fermo: istituzionalizzare la figura del volontario di Protezione civile. Come già sostenuto in passato, è necessario superare la logica dell’occasionalità. Il volontario deve essere riconosciuto come una figura strutturale del sistema pubblico, con tutele certe, formazione continua e un inquadramento che ne valorizzi la professionalità acquisita sul campo. Non sono solo ‘braccia’ generose, ma specialisti della sicurezza che meritano un riconoscimento istituzionale definitivo, almeno alla pari di chi svolge il servizio civile”.

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