Abusivismo edilizio alla Virgin di Palermo, sequestrata la palestra dei vip

Abusivismo edilizio alla Virgin|Sigilli alla palestra dei vip

Abusivismo edilizio alla Virgin
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Commenti

    Visto che era frequentato da Vip e con prezzi da Vip, si sentivano intoccabili.
    Complimenti agli inquirenti

    Leggasi Pubblica Amministrazione Comunale

    i controlli si fanno prima dell’inaugurazione, non dopo un anno ed aver forse infastidito altre palestre?

    Niente di strano che al comune non sapessero del certificato di agibilità del 23/10/2019

    Parliamo dello stesso comune che s è reso conto dopo 30 anni che il parcheggio lavaggio panno era abusivo?

    A Palermo non possono portarsi razionalmente avanti attività produttive serie – ma solo ovili e pollai o piste ciclabili paradossali……………. VERGOGNA

    mi sarei aspettata almeno una parola di solidarietà e di conforto da parte del sindaco e del vicesindaco di Palermo per tutti quei ragazzi rimasti senza lavoro senza avere alcuna colpa

    e i signori consiglieri del consiglio comunale che dicono al riguardo? ma Monteleone non era stato nominato dirigente a contratto con investitura personale del sindaco e con “l’obiettivo è migliorare i servizi”, come disse il nostro amato sinnaco nel giugno del 2015?

    strano …questi zelanti sceriffi del comune, fautori dell’ordine e della decantata legalità (ma quella degli altri) non mandano mai vigili e controlli a Ballarò, all’Acquasanta, al Borgo Vecchio…quartieri dove la gente fa quello che vuole, aprono persino esercizi commerciali senza licenza , non vedi un motociclista con il casco, merce esposta senza alcun igiene, tutto al di sopra della legge.
    Là si può fare di tutto .
    Altrove no….

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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