Emergenza incidenti |Lunga scia di sangue sull'asfalto - Live Sicilia

Emergenza incidenti |Lunga scia di sangue sull’asfalto

Tre gravi sinistri in cinque mesi, l'ultimo ieri sera.

CIRCONVALLAZIONE
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CATANIA – Due incidenti mortali in cinque mesi. E’ una mattanza quella che si sta consumando sulla circonvallazione di Catania. Il sinistro che ieri sera ha coinvolto un settantacinquenne, travolto da un’auto all’altezza di via Lorenzo Bolano mentre attraversava, è soltanto l’ultima tragedia in ordine di tempo. Un altro pedone falciato, l’ennesimo incidente che macchia di sangue la Circonvallazione. Giornalmente ormai si accendono i riflettori sulla problematicità di un’arteria stradale spesso teatro di code, rallentamenti e allagamenti alle prime piogge.

Ma sono soprattutto gli incidenti, spesso mortali, a tenere banco. Ha fatto in fretta a spegnersi la commozione per la morte del giovane studente di medicina, Danilo Di Majo, travolto da un’auto all’altezza della cittadella universitaria in Viale Andrea Doria il 31 luglio. Da quel dolore e da quella rabbia era nata una petizione, lanciata dai colleghi di corso del ragazzo e firmata da più di 8700 persone, per chiedere la messa in sicurezza il passaggio pedonale nel tratto di strada teatro dell’incidente. “Un intervento efficace e sicuro per il bene di tutti noi”, si legge ancora su Change.org.

Un altro sussulto d’indignazione si è levato per il seminarista adranita Ivan Garofalo investito sulle strisce pedonali il 19 novembre fa all’altezza di Tondo Gioeni. Il ragazzo è ancora in coma. Un attraversamento sulle strisce spezzato dalla corsa di un’auto. Infine ieri sera. “Un lungo tratto pericoloso dove le auto procedono a tutta velocità e dove, in alcuni punti, la visuale è molto ridotta. Segnaletica orizzontale e verticale non basta a mettere in sicurezza la zona e molti pendolari preferiscono attraversare la strada in un tratto dove non esistono passaggi pedonali. La sera poi, con la pubblica illuminazione carenza, la situazione non fa che peggiorare”, spiega il consigliere di municipalità Erio Buceti che chiede a gran voce l’intervento dell’amministrazione. Un altro incidente, un’altra vita spezzata. Un copione che si ripete e anche i nodi della strada restano sempre gli stessi. Idem le proposte sul tavolo da tempo immemore: un sistema serio di illuminazione, il posizionamento di dossi dissuasori e passaggi pedonali sopraelevati per mettere al riparo i pedoni dalle auto che corrono a tutta velocità. Non c’è tempo da perdere.

 

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Commenti

    Basterebbero una decina di ponti pedonali in metallo per risolvere tantissimi problemi. I dissuasori non farebbero che aumentare il traffico (già folle), mentre i ponti farebbero ciò che serve: separare pedoni e veicoli, tranquillizzando tutti. D’altra parte, visto che l’unico che c’era è stato rimosso, dubito che il problema sia in mano a delle volpi.

    no e ancora no mio caro orfeo..il sonno genera mostri!!!
    Ci vuole lo scudiscio… inutili, brutti e poco agevoli i ponti…l’unica cosa che il guidatore non vuole perdere è proprio la patente e allora ogni 500 metri autovelox e ancora autovelox; multe a raffica e ritiro patente detrazione di punti e alla seconda infrazione via con due anni di “rieducazione” alla scuola guida!!!!
    Troppe patenti facili a guidatori incapaci di capire che l’auto guidata come si fa a catania è un’arma!!

    Magari oltre a ponti, dissuasori e castronerie varie, far rispettare il codice della strada.
    La strada è diventata una giungla.
    Stop non rispettati, funzionamento delle rotonde, che per qualcuno è del tipo “arrivo prima io….quindi ho precedenza io”.
    Sorpassi a destra, auto e motorini che ti tagliano la strada, automobilisti che non rispettano chi giustamente si ferma davanti a un semaforo pedonale rosso….anche se non passa nessuno.
    Cultura….e rispetto delle regole, non costa nulla e serve sempre per evitare altri incidenti.

    concordo, ma chi le scale ha difficoltà a salirle? Le mamme con i passeggini? I disabili? Gli anziani?

    Vi anticipo che mi considererete un mostro: il codice della strada non serve a niente quando non ci sono le condizioni per vivere sereni per strada. La circonvallazione è una strada di collegamento talmente importante per così tante persone che è impossibile (IMPOSSIBILE) che si rispetti il codice della strada.
    Prima di tutto per l’eterogeneità di chi guida: la vecchina va a 20, il pensionato la supera a 35, la mamma coi bambini a 40, il rappresentante in ritardo a 60. E già abbiamo superato il limite di velocità a salire, e creato anche un ingorgo.
    Poi, c’è da considerare l’enorme flusso di auto che genera un effetto elastico continuo, oltre che i livelli di stress di chi è costretto a passare 3/4 d’ora in auto per fare pochi chilometri. E abbiamo creato le accelerazioni brusche e i continui cambi di corsia.
    Aggiungiamo che urbanisticamente è anche costruita male: sfido chiunque, in assenza di traffico, a seguire una singola corsia.
    L’unica cosa da fare è accettare che pur essendo urbana, la circonvallazione DEVE essere considerata una strada a scorrimento veloce, come hanno fatto a Palermo con larghi tratti di Viale Regione Siciliana, e separiamo i veicoli dai pedoni. Ponti, sottopassaggi, ascensori.

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