CATANIA – Si appostavano dietro l’angolo delle vie o addirittura dietro i cassonetti della spazzatura pronti a tendere un agguato a giovani e ragazze. Veri e propri atti di bullismo che si sono susseguiti tra dicembre 2014 e gennaio 2015 nelle vie del centro storico, in quell’area della cosidetta Movida catanese molto frequentata nel weekend da adolescenti. Via Etnea, Giardini Bellini, Piazza Teatro, solo per fare qualche esempio.
Una serie di denunce dei familiari ai carabinieri hanno fatto scattare le indagini che si sono concluse con l’individuazione di due gang che si sono rese protagonisti di aggressioni e rapine nei confronti di giovanissimi. Per chiudere il cerchio sui tre 18enne destinatari di una misura restrittiva emessa dal Gip sono stati molto utili gli impianti di video sorveglianza installati nelle zone teatro di violenza, ma anche i vari video postati sui profili social degli indagati che si “vantavano” del pestaggio e rivendicavano (addirittura) di essere loro i responsabili.
I carabinieri hanno eseguito l’ordinanza nei confronti dei gemelli Marcello e Saro Di Scanno (quest’ultimo già agli arresti domiciliari per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente), e di Stefano Consoli. Ai tre è stato imposto il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 21 alle 6 di ogni giorno, e l’obbligo di permanere nel comune di dimora, salvo autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria. I reati contestati sono: lesioni personali, rapina, violenza privata, minaccia, chiaramente in concorso. “Se le prescrizioni saranno violate – ha assicurato il procuratore Michelangelo Patanè – la misura si aggraverà nei confronti dei tre indagati”.
A dare avvio all’inchiesta è stato un atto di bullismo accaduto lo scorso dicembre: quattro ragazzi sono state vittime di un violento pestaggio. A seguito della denuncia sono scattati gli accertamenti e si è risaliti al “branco” di cui fanno parte oltre i tre diciottenni destinatari del provvedimento anche tre minori per cui sta procedendo la Procura competente. “C’era un emulazione della violenza” – ha detto il neo comandante dell’Arma Francesco Gargaro durante la conferenza stampa. I ragazzi, infatti, condividevano video violenti, immagini di combattimenti in strada, autocelebrandosi i protagonisti (in chiave catanese) del celebre film di Kubrik “Arancia Meccanica”.
Le aggressioni del branco servivano ad impossessarsi di smartphone, qualche soldo o anche per fare “colpo sulle ragazze”. A casa degli indagati, tutti di San Cristoforo, sono state svolte delle perquisizioni da parte dei carabinieri per poter trovare elementi probatori utili alle indagini.


