CEFALU’ (PALERMO) – L’Amap riconsegna le chiavi al comune di Cefalù, che adesso dovrà farsi carico del servizio idrico integrato della città. La nota, inviata oggi dalla presidente dell’azienda Maria Prestigiacomo, arriva al culmine di una lunga querelle fra il Comune, che chiede di entrare a far parte di Amap affidandole il servizio, e l’azienda che invece lo considera antieconomico, denunciando anche la mancata approvazione della delibera di adesione alla compagine societaria nei tempi previsti.
Il Comune, come scrive la Prestigiacomo, è “allo stato attuale unico gestore del servizio nel proprio territorio” e “nessuna consegna in contraddittorio può essere effettuata tenuto che gli impianti, durante la gestione transitoria dal 18 maggio 2015 al 31 gennaio 2016, non sono mai stati oggetto di consegna. La società ha avuto consentito il solo accesso alle infrastrutture tramite chiavi che più volte si è cercato di riconsegnare direttamente e che l’amministrazione ingiustificatamente ha ritenuto rifiutare”. Insomma, adesso tutto passa nelle mani del Comune che, secondo l’Amap, “è nelle condizioni di garantire la continuità del servizio”.
LA REPLICA
“Il servizio idrico integrato non è fatto di un mazzo di chiavi che passa di mano in mano – dice il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina – Per come viene definito dalla Legge, è, piuttosto, ‘il complesso delle immobilizzazioni, attività e passività’ e dei rapporti giuridici sottesi, primi fra tutti quelli con i fornitori e con l’utenza contrattualizzata. Il Comune di Cefalù, nell’aprile del 2009, ha ceduto il servizio con tanto di verbale di consegna sulla consistenza di tutti i beni. La Società Amap, subentrando ad Aato 1 di Palermo nella gestione, ha scritto a tutti gli utenti cefaludesi di aver avuto trasferiti i rapporti contrattuali e di essere subentrata negli stessi. A parte il fatto che, per ciò che ci riguarda, detta Società era ed è ancora tenuta oggi a rendere il servizio in questo Comune, pensa davvero Amap che il servizio idrico si trasferisca inviando per corriere un mazzo di chiavi? Non ci attarderemo più a rispondere alla Presidente dell’Amap nelle sue scorribande sui giornali on line. Presto sarà il Tribunale di Palermo a dire se Amap poteva escludere il Comune di Cefalù dalla compagine sociale, nonostante la sottoscrizione dell’aumento di capitale, “unico” adempimento richiesto nel verbale di assemblea del 16 dicembre 2015, e se vanno dichiarati nulli gli atti posti in essere da Amap, a seguito di detta esclusione. E presto sarà anche la Procura della Repubblica di Termini Imerese a stabilire se si può ignorare una Ordinanza sindacale che anche il Prefetto di Palermo, con propria nota, ha giudicato ineludibile”.

