PALERMO – “Quando si discute delle società partecipate, regolarmente il Consiglio Comunale si scioglie come neve al sole, grazie soprattutto ai consiglieri di maggioranza che si defilano alla chetichella, dando così vita all’ennesima seduta tragicomica facendo mancare il numero legale, come hanno fatto stamane quando si sarebbe dovuto discutere di Amap e ex Aps”. Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, che prosegue: “Proprio mentre stava parlando Luisa La Colla, presidente della Terza Commissione Consiliare – che si occupa anche delle società partecipate – la quale stava elencando le gravi criticità e le inosservanze dell’Amap, creando così una visibile insofferenza tra i dirigenti dell’azienda di via Volturno, il presidente di turno di Sala delle Lapidi è stato costretto a toglierle praticamente la parola perché in quel momento l’Aula era quasi deserta, tanto che il segretario generale, immediatamente dopo, ha chiamato l’appello ma gli assenti erano molto più numerosi dei presenti. Ecco perché, ancora una volta, il sindaco Orlando e i suoi consiglieri preferiscono scappare davanti alle discussioni e non affrontare i tanti punti critici che ancora caratterizzano le società partecipate del Comune, che non sono certo quell’Eldorado che Orlando si ostina a propagandare. Anzi, da Amap a Reset, da Rap a Gesap, passando per l’Amat, sono enormi i problemi di gestione che denunciamo da anni senza che nessuno cerchi di porvi rimedio”.
“Oggi il consiglio comunale di Palermo avrebbe dovuto ascoltare i vertici dell’Amap sull’andamento dell’azienda e sull’operazione Aps, ma la seduta è saltata per l’irresponsabilità della maggioranza e del centrodestra: su 19 consiglieri presenti, 9 erano del Pd. La città paga una gestione dissennata dell’Amap, costosa e a rischio fallimento: i palermitani pagano 15 milioni di euro in più all’anno di bollette aumentate del 15% e il consiglio viene esautorato e privato della possibilità di difendere gli interessi dei palermitani e di tutti i lavoratori che in passato hanno fatto sacrifici e hanno consentito a questa azienda di essere la migliore. Il cda e la presidente Prestigiacomo non sono all’altezza di questa sfida che non dovrebbe far dormire sonni tranquilli a nessuno che abbia a cuore il futuro di Amap e dei suoi lavoratori, senza parlare dei cittadini spettatori dell’ennesimo caso di cattiva gestione“. Questo quanto dichiarato dal capogruppo e dal vice capogruppo del Pd al consiglio comunale di Palermo Rosario Filoramo e Sandro Leonardi.
“Le polemiche su Amap di certe opposizioni devono invitare a riflettere su quanto poco di politico c’è nelle loro critiche e quanto invece di pretestuoso – replica il vice capogruppo di maggioranza Pierpaolo La Commare – In primo luogo va evidenziato come il sindaco Orlando nell’ambito della vicenda Amap-Aps abbia raggiunto un risultato dalla doppia valenza: tutela dei livelli occupazionali coniugata alla erogazione dei servizi idrici nell’area metropolitana. È bene ricordare che questa rappresenta una soluzione ai disastri creati da altri con gestioni dissennate della cosa pubblica. La bontà della soluzione individuata è testimoniata dall’unanime giudizio positivo di tutte le sigle sindacali. Il Mov139 continuerà ad accompagnare il sindaco nel processo di risanamento delle partecipate che ha visto in Reset e Rap le tappe precedenti. Continueremo a stare dalla parte dei lavoratori e di chi ha cuore l’erogazione di servizi sempre più efficienti in una dimensione di area metropolitana, incuranti delle critiche di chi ha controproposto il nulla o fantasiose soluzioni tendenti a licenziamenti di massa e privatizzazioni di settori come quello dei rifiuti e dell’acqua. Per quanto concerne la seduta di oggi, vorrei ricordare che l’audizione è stata richiesta dalle opposizioni e che il gruppo di maggioranza ha consentito con la presenza dei suoi componenti che si aprisse la seduta mantenendo il numero legale per due ore. Quando ci siamo resi conto del disinteresse al dibattito da parte di chi lo aveva fortemente voluto, abbiamo preferito mettere fine a questa farsa abbandonando i lavori. Il Mov139 non si sottrae al confronto, ma non accetta polemiche pretestuose”.
“Parlare, non partecipare al dibattito ed essere assenti e’ nel dna di alcuni consiglieri – dice il capogruppo Fi Giulio Tantillo – la seduta e’ stata chiusa tecnicamente per mancanza del numero legale, ma in verita’ per l’assenza in Aula degli uffici che non erano stati invitati per un disguido. Il dibattito e’ stato vuoto, senza interlocutori, solo tre interventi davanti a un’Aula semideserta e distratta. Saggia decisione il rinvio ad altra data, alla presenza dei Revisori dei conti e dell’avvocato generale, tra l’altro richiesta da Forza Italia, da Ncd, dal Pid, dal Misto e dal Pd e condivida dalla maggioranza. Una polemica assurda ed esibizionistica, soprattutto se si considera che e’ fatta anche da consiglieri che quasi sempre sono assenti”.
“Avevamo gia’ concordato che se ci fosse stata la necessita’ di un approfondimento avremmo aggiornato la seduta, oggi ci sono stati numerosi interventi e Figuccia e’ sempre stato fuori dall’Aula che poi si e’ svuotata”, precisa il capogruppo del Mov139 Aurelio Scavone. “Nessuna volonta’ di ostacolare i lavori”.

