Amat, sindacati in piazza| "Chiediamo scusa ai cittadini"

Amat, sindacati in piazza| “Chiediamo scusa ai cittadini”

Amat, manifestazione Cobas, Uil, Ugl e Faisa-Cisal a piazza Castelnuovo. Avviata raccolta firme contro i tagli alle linee e distribuiti 10mila volantini.

l'iniziativa
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PALERMO – “Il minimo che si possa fare di fronte ad un servizio di trasporto pubblico urbano così scadente è chiedere scusa a tutti i palermitani”. È per questo motivo che oggi i lavoratori Amat appartenenti alle sigle sindacali Cobas, Uil, Ugl e Faisa-Cisal hanno deciso di manifestare a piazza Castelnuovo. Una manifestazione tra la gente, e per la gente, “a difesa di un’azienda pubblica che consideriamo patrimonio di tutta la città”. In sintesi, è questo il messaggio lanciato dai lavoratori dell’Amat che, liberi dal servizio, hanno partecipato al sit-in organizzato dai sindacati. “I vertici aziendali e il socio unico Comune – afferma Antonino La Barbera, segretario regionale Cobas settore Trasporti – finora non hanno preso in considerazione le proposte dei lavoratori per il rilancio dell’Amat e non hanno nemmeno assecondato le richieste degli utenti, che reclamano un servizio migliore. Di fatto i cittadini si stanno disaffezionando all’utilizzo dell’autobus. Il paventato taglio delle linee rischia di accentuare questa situazione e rendere Palermo, già in cima alla classifica delle città più trafficate d’Italia, ancora più caotica”. A tal proposito, durante la manifestazione, è stata proposta una raccolta firme contro ogni ipotesi di ridimensionamento del servizio di trasporto pubblico urbano. Inoltre, sono stati distribuiti circa 10mila volantini ai cittadini in transito a piazza Castelnuovo, molti dei quali hanno sottoscritto la petizione contro la riduzione delle linee Amat, prima che entrino in funzione tram e passante ferroviario. “L’alta partecipazione e la sensibilità dimostrata da lavoratori e cittadinanza – conclude La Barbera – sia d’auspicio affinché l’amministrazione comunale e il management dell’Amat prendano finalmente provvedimenti concreti a garanzia di un diritto sacrosanto come quello alla mobilità”.

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