"Amat vicina al dissesto| A rischio stipendi e tredicesime"

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"La Regione ha dato solo 10 dei 41 milioni di euro previsti e ci sono anche 30 milioni di arretrati".

angelo figuccia
di
2 min di lettura

PALERMO – “Dopo l’Amap, anche l’Amat è vicinissima al dissesto finanziario, tanto che i dipendenti dell’azienda di via Roccazzo corrono il serio rischio di non vedersi accreditati sia gli stipendi di dicembre che le tredicesime”.

Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, che prosegue: “Secondo quanto previsto dalla legge regionale 19 del 2005, la Regione Siciliana avrebbe dovuto erogare al Comune di Palermo, e quindi all’Amat, circa 41 milioni di euro, quali contributi per il trasporto locale. Finora, invece, Palazzo d’Orleans ha dato soltanto 10 milioni e mezzo di euro, mentre non si ha nessuna notizia dei restanti 30,5 milioni di euro. Come se non bastasse, la stessa Regione deve ancora saldare ben sei anni di arretrati relativi ai rimborsi dei contributi contrattuali, cifra che ammonta ad altri 30 milioni. L’Amat, finora, è riuscita ad evitare il fallimento e a sopravvivere grazie al pagamento di alcuni debiti degli anni scorsi da parte del Comune, ma soprattutto sia al buon cuore dei fornitori, che hanno acconsentito a dilazionare nel tempo i propri crediti, che ad alcuni prestiti bancari”.

“Adesso, però, i nodi sono venuti al pettine: il Comune, grazie allo Sbloccaimprese del governo Renzi, ha ottenuto un mutuo di 9,2 milioni di euro per saldare, almeno in parte, i debiti contratti con i fornitori, mentre i dipendenti dell’Amat rischiano di passare le feste di fine anno senza un euro in tasca, tanto che la tensione in via Roccazzo sale di giorno in giorno. Per evitare che, nei prossimi giorni, gli autobus restino nei depositi e la città senza il servizio del trasporto urbano, per far sì che i cittadini non restino a piedi, adesso è indispensabile che Orlando, che il sindaco lo sa fare, faccia pressione con la Regione affinché vengano erogati i 60 milioni di euro che l’Amat attende da tempo e che sarebbero un’autentica boccata d’ossigeno per le ormai quasi vuote casse dell’azienda di via Roccazzo”.

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